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Il grande pianista Ramin Bahrami in visita a Busseto ospite degli "Amici di Verdi"

Dopo aver tenuto a Parma nei giorni scorsi il concerto intitolato “La rinascita”, il pianista Ramin Bahrami, definito dalla critica “un poeta della tastiera, un mago del suono…” e considerato a livello internazionale tra i più interessanti e originali interpreti viventi della musica di Johann Sebastian Bach, ha voluto concedersi una due giorni bussetana.

Per il maestro d’origine iraniana la visita nei luoghi verdiani ha significato la concretizzazione di un sogno per molto tempo coltivato e finalmente divenuto realtà. Avverarlo è stato possibile grazie ai buoni uffici del vicepresidente dell’associazione “Amici di Verdi”, professor Emilio Mazzera e il tramite ne è stata Viliana De Giorgi, cugina dell’indimenticata professoressa Maura Vigevani, a lungo docente al Liceo Scientifico “D’Annunzio” di Fidenza. Nativa di Sant’Agata, ma ora residente a Fano, è ammiratrice e amica dell’artista, che ha abitato per anni nella città marchigiana e molte volte le aveva parlato del suo grande desiderio di recarsi nella terra di Verdi. Perciò Emilio e Viliana hanno accompagnato il quarantaseienne musicista a visitare la Casa Natale di Roncole e la chiesa di S. Maria degli Angeli, dove è rimasto colpito dal gruppo statuario del Compianto su Cristo morto di Guido Mazzoni, il capolavoro rinascimentale che si ritiene abbia ispirato al genio verdiano la Vergine degli Angeli.

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(In foto: il M.o Bahrami con alcuni consiglieri degli "Amici di Verdi" nel Salone Barezzi. In piedi il Vicepresidente Emilio Mazzera)

 

Nel capoluogo, tappe fondamentali nel percorso di visita dei luoghi verdiani sono stati il Salone e il Museo di Casa Barezzi. Lo storico salone, sede della Filarmonica Bussetana fondata da Antonio Barezzi, accolse infatti le prime composizioni ed esibizioni pubbliche di Verdi studente e poi giovane maestro. Vide anche nascere l’amore per Margherita Barezzi, la prima moglie di Verdi. Il compositore continuò a frequentare assiduamente la casa anche dopo la vedovanza e durante un soggiorno ospite del suocero vi scrisse alcune pagine de I due Foscari (1844). Lì, dove il giovane Verdi ebbe la sua prima formazione musicale e affettiva, il maestro Bahrami è stato accolto dall’intero consiglio direttivo deli Amici di Verdi e guidato dalla presidente Elena Bonilauri in un’appassionante visita al Museo, ricco di cimeli lettere autografe, ritratti, documenti e manifesti.

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(Ramin Bahrami visita con Elena Bonilauri il Museo di Casa Barezzi)

 

Nel Salone, l'illustre maestro non ha mancato di suonare brevemente il pianoforte abitualmente utilizzato nelle manifestazioni concertistiche e pure l’ottocentesco fortepiano viennese Tomaschek, meritevole di restauro. Sempre scortato dalla delegazione verdiana, si è poi recato alla Biblioteca di Busseto della Fondazione Cariparma e, dopo aver visitato gli ambienti storici del Monte di Pietà e le sale monumentali della biblioteca, si è soffermato con il bibliotecario Cristiano Dotti su alcuni autografi riguardanti la concessione della borsa di studio a Giuseppe Verdi da parte del Monte di Pietà di Busseto. Il professor Dino Rizzo ha invece illustrato alcune pagine musicali del fondo della Filarmonica bussetana con una particolare attenzione alla Messa di Gloria riconosciuta di mano del giovane Giuseppe Verdi.

Durante la visita il maestro Bahrami ha, inoltre, gentilmente autografato i suoi libri presenti in biblioteca. Nel congedarsi, entusiasta dell’accoglienza e dei tanti tesori che ha potuto cogliere nella visita alla cittadina, il maestro Bahrami ha confermato che – compatibilmente con gli impegni internazionali – sarà per lui emozionante tornare a Busseto, in futuro, per un suo concerto. Per gli Amici di Verdi incontrare una personalità come Ramin Bahrami è stata un’esperienza significativa e memorabile. Egli, figlio di un oppositore politico del regime di Ruhollah Khomeyni e di recente avvicinatosi alla fede cattolica, si è infatti accostato alla realtà storica e culturale bussetana con modestia e apertura mentale, apprezzandone, da uomo pronto a confrontarsi con il Bello, ovunque esso si trovi, tutti i minimi aspetti compresa l’accoglienza sincera e cordiale che lo ha fatto sentire, a suo dire, “come in famiglia”.

Alessandra Mordacci