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Il racconto di don dario Faraboli sulla sua condizione di malato Covid-19

All’età di 75 anni sono stato colpito dal Covid.

Ho sentito il fiato corto e sono stato ricoverato al Pronto Soccorso di Piacenza nei locali dell’ Emergenza2. Sono stato subito sottoposto alla ventilazione polmonare, ma con scarsi risultati che non facevano presagire niente di buono. Visto che le mie condizioni di salute non miglioravano uno dei sanitari si è avvicinato al mio capezzale dicendomi: “Faremo di tutto per migliorare le sue condizioni di salute, ma sappiamo poco di questo virus e non disponiamo di terapie affidabili. Proveremo a curarla con farmaci antivirali, ma non possiamo garantire nulla circa la loro efficacia. Si prepari dunque anche all’eventualità di lasciare questo mondo”.

Parole franche che sono state pronunciate con onestà: quanto a me, sono un sacerdote e quindi nel mio ministero ho sperimentato anche attraverso le vicende che mi è capitato di vivere accanto ai miei parrocchiani anche la malattia e poi la morte.

Ma all’Ospedale di Fiorenzuola grazie alla ‘pompa ossigeno Airvo’ di nuova generazione è avvenuto il miracolo. Ho espresso dunque profonda riconoscenza verso i medici e tutto il personale sanitario impegnati fino in fondo accanto ai malati sempre con il solito corredo di tuta, mascherine, visiera, gel igienizzanti, guanti usa e getta. “Sei passato per la cruna dell’ago” mi hanno detto. Grazie al cielo e a Maria Addolorata, la Vergine che viene venerata a San Pedretto dove sono parroco, mi ritrovo ancora vivo. Mi sono inginocchiato davanti all’immagine dolce e dolente ed ho lasciato un cuore d’argento per grazia ricevuta. Ho sentito in questo frangente la vicinanza e l’affetto di tanti fedeli ed amici. Ho vissuto davvero la Pasqua di Resurrezione nell’ascolto della Parola di Dio e nella comunione dei fratelli insieme ai quali ho rinnovato le promesse battesimali nel fiume Giordano. Al di là della riva vedo il Signore che mi aspetta e dice: il tempo è compiuto. Oh, il Giordano! Il Signore mi ha voluto davvero bene e mi ha fatto rimanere in vita perchè nel tempo che mi resta continui il mio cammino di conversione.

Don Dario Faraboli

(in foto: don Dario nel dicembre del 2018 alla serata di presentazione di un concerto in occasione della pubblicazione dedicata al restauro dell’antico organo F.lli Bossi-Urbani 1872).