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L'avvio del cammino sinodale in Diocesi

Domenica 10 ottobre Papa Francesco ha dato il via a Roma al cammino sinodale che impegnerà la Chiesa italiana nel quinquennio 2021-2025. Si inizierà con il biennio dedicato all’ascolto (2021-2023), favorendo la consultazione del popolo di Dio nelle varie diocesi e valorizzando il contributo di tutti. Seguirà “una fase sapienziale" nella quale si leggerà in profondità quanto emergerà dalle consultazioni capillari (2023-2024). Infine un momento assembleare nel 2025 dove saranno indicati “alcuni orientamenti” profetici da riconsegnare alle Chiese nella seconda metà del decennio.

Perché un cammino sinodale? Don Marek Jaszczak, vicario episcopale per la Pastorale, citando le conclusioni dell’assemblea CEI svoltasi dal 27 al 29 maggio scorsi, individua due motivi:

  • Il primo e che in questo tempo difficile, segnato dalla pandemia, occorre mettersi in ascolto e fare discernimento della vita personale e comunitaria scorgendo i segni del bene e della rinascita. I vescovi, nell’invito a reagire a comportamenti segnati dalla paura e dalla rassegnazione, indicano alcuni punti cruciali per rilanciare l’azione pastorale: la centralità della Parola di Dio con la proposta della lectio divina e della meditazione personale quale nutrimento per la vita spirituale; la formazione di una coscienza cristiana attenta agli eventi del mondo; il recupero dell’aspetto escatologico della fede nell’aldilà e nella speranza oltre la morte; la catechesi secondo modalità e luoghi che superino il modello scolastico; l’accompagnamento di ragazzi e adolescenti nei passaggi della vita; la necessità di un’alleanza familiare aperta alla scuola e alla comunità; l’urgenza di una nuova stagione di solidarietà e di carità per venire incontro ai nuovi bisogni sia materiale e spirituali; l’impegno civile attraverso i corpi intermedi della società; la pratica di una cittadinanza attiva e di un servizio alla politica in linea con la ripresa auspicata.
  • Il secondo motivo è l’esigenza di un nuovo stile, di una cambiamento del metodo: da un modello pastorale dove le Chiese erano chiamate a recepire gli orientamenti CEI a un modello ecclesiale dove l’agire pastorale si costruisce a partire dal basso e in ascolto nel territorio.

Che cos’è il cammino sinodale?

Partendo dal desiderio di Papa Francesco, la Chiesa italiana “cominciando dal basso” vuole porsi nell’atteggiamento dell’ascolto. Cammino sinodale è dunque una consultazione capillare e uno stile di ascolto e di dialogo corresponsabile.

Quando inizierà il cammino sinodale?

Il 10 ottobre 2021 il Papa ha avviato solennemente il cammino sinodale a Roma.
Il 17 ottobre 2021 il nostro Vescovo, mons. Ovidio Vezzoli, celebrerà la Santa Messa di inzio del cammino sinodale alle ore 18 in Cattedrale. Lo stesso giorno ogni parroco darà inizio al cammino nella propria parrocchia con la Santa Messa domenicale o in una celebrazione ad hoc seguendo le indicazioni già fornite. Se per esigenze pastorali non fosse possibile celebrere l’apertura del cammino sinodale nella data indicata, la si posticipi, ma non oltre il 21 novembre.

Calendario del cammino Sinodale

I FASE : NARRATIVA
2021/2022: ascolto e consultazione del popolo di Dio nelle Diocesi. 2022/2023: discernimento a livello locale.

II FASE : SAPIENZIALE
2023/2024: si riunirà il sinodo dei vescovi per riflettere sul materiale raccolto.

III FASE : PROFETICA
Questa fase culminerà nel Giubileo del 2025 con una proposta per tutta la Chiesa frutto del lavoro portato avanti negli anni precedenti.

Chi sarà coinvolto?

Ci è chiesto di costituire gruppi sinodali su tutto il territorio. Sarà opportuno partire da realtà già esistenti: consigli pastorali, gruppi di famiglie, gruppi di giovani e adolescenti. Il lavoro però, dovrà anche coinvolgere realtà al di fuori delle strutture parrocchiali: si svolgerà anche nei quartieri, nei condomini, nelle case, nei centri d’ascolto e ovunque sia possibile incontrare e ascoltare la gente. Questo metodo richiede che sia scelto un moderatore (non necessariamente un sacerdote) e un segretario per ogni gruppo. Alla fine di ogni incontro sarà redatta una pagina di resoconto.

Quali saranno gli argomenti e temi su cui ci si confronterà?

Gli interrogativi fondamentali proposti saranno:

Una Chiesa sinodale annunciando il Vangelo cammina insieme: Come questo camminare insieme si realizza oggi nella nostra Chiesa particolare? Quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere nel nostro camminare insieme?”.

Questo interrogativo fondamentale si esplicita attraverso 10 nuclei tematici da approfondire liberamente. Eccoli di seguito:

1) Compagni di viaggio

Nella Chiesa e nella società siamo sulla stessa strada fianco a fianco. Nella nostra comunità parrocchiale o comunità pastorale chi sono coloro che “camminano insieme”? Quando diciamo “la nostra parrocchia”, “la nostra comunità” chi ne fa parte? Chi ci chiede di camminare insieme? Con chi siamo disposti a farlo? Ci è stato chiesto in questi anni di ‘uscire’, verso chi abbiamo compiuto passi significativi al riguardo? Quali sono i compagni di viaggio, anche al di fuori del perimetro ecclesiale? Quali persone o gruppi sono lasciati ai margini, espressamente o di fatto?

2) Ascoltare

L’ascolto è il primo passo, ma richiede di avere mente e cuore aperti, senza pregiudizi. Verso chi la nostra comunità è “in debito di ascolto”? Come vengono ascoltati i laici, in particolare giovani e donne? Come integriamo il contributo di consacrate e consacrati? Che spazio ha la voce delle minoranze, degli scartati e degli esclusi? Come riusciamo ad ascoltare le persone che hanno una storia di migrazione? Come riusciamo ad ascoltare chi si sente ai margini perché vive situazioni familiari difficili? Come riusciamo ad ascoltare chi ha un credo religioso diverso dal nostro? Riusciamo a identificare pregiudizi e stereotipi che ostacolano il nostro ascolto? Come ascoltiamo il contesto sociale e culturale in cui viviamo? Come vengono ascoltati quanti sono impegnati a diverso livello nel mondo della cultura, dell’educazione, dell’economia, della politica, quanti lavorano per la costruzione di un mondo più giusto? Quanto riusciamo a farci provocare dalle istanze che emergono da tale contesto? Che cosa ha da dire al nostro modo di essere Chiesa? Quanto le nostre comunità sanno stare tra la gente, sostenere ed accogliere la storia dei luoghi dove il Signore ci chiama ad annunciare il Vangelo?

3) Prendere la parola

Tutti sono invitati a parlare con coraggio e parresia, cioè integrando libertà, verità e carità. Come promuoviamo all’interno della comunità e dei suoi organismi uno stile comunicativo libero e autentico, senza doppiezze e opportunismi? E nei confronti della società di cui facciamo parte? Come funziona il consiglio pastorale parrocchiale? Come sappiamo essere fermento di consapevolezza e di speranza nei nostri paesi e nelle nostre città? Quanto e come riusciamo a dire quello che ci sta a cuore in ordine alle questioni della vita del territorio che condividiamo con tutti? Quanto e come le nostre comunità riescono ad essere aperte sul mondo? Come funziona il rapporto con il sistema dei media (non solo quelli cattolici)? Chi parla a nome della comunità cristiana e come viene scelto?

4) Celebrare

“Camminare insieme” è possibile solo se si fonda sull’ascolto comunitario della Parola e sulla celebrazione dell’Eucaristia. In che modo la preghiera e la celebrazione, liturgia, ispirano e orientano effettivamente il nostro camminare insieme come comunità e il nostro camminare insieme con tutti? Come la preghiera e la liturgia ispirano le decisioni più importanti nella vita della comunità, gli atteggiamenti e le iniziative di più ampia condivisione? Come promuoviamo uno stile di ascolto della Parola di Dio nella vita quotidiana delle persone? Come sappiamo illuminare gli eventi e le situazioni della storia e della vita comune nel riferimento alla Parola? Come promuoviamo la partecipazione attiva di tutti i fedeli alla liturgia? Quanto riusciamo a rendere le nostre liturgie limpida celebrazione dell’azione trasformatrice della grazia? Quanto sappiamo accogliere in esse la vita del mondo? Ci preoccupiamo di annunciare la Parola in maniera nitida? Quale spazio viene dato all’esercizio dei ministeri del lettorato e dell’accolitato? Sappiamo far sentire chiunque atteso e pienamente accolto? Che cosa ci ha insegnato il tempo della pandemia sulla vita liturgica della nostra comunità?

5) Corresponsabili nella missione

La sinodalità è a servizio della missione della Chiesa, a cui tutti i suoi membri sono chiamati a partecipare. Poiché siamo tutti discepoli missionari, in che modo ogni battezzato è convocato per essere protagonista della missione? Quale riteniamo sia la missione specifica della Chiesa? Come vengono valorizzate e come si potrebbero valorizzare le aggregazioni laicali (associazioni e movimenti) nell’ annuncio del Vangelo e per un dialogo più aperto con il territorio e con le persone che in esso vivono? La catechesi è esercitata in una logica di corresponsabilità? Come la vita di carità, le iniziative di solidarietà, sono vissute quale elemento costitutivo della missione della Chiesa? Come la comunità parrocchiale si prende a cuore la formazione iniziale dei presbiteri? Come la comunità sostiene i propri fedeli impegnati in un servizio nella società (nell’impegno sociale e politico, nella ricerca scientifica e nell’insegnamento, nella promozione della giustizia sociale, nella tutela dei diritti umani e nella cura della casa comune, ecc.)? Come li aiuta a vivere questi impegni in una logica di missione? Quanto è in grado di ascoltarne l’apporto? Come avviene il discernimento sulle scelte relative alla missione e chi vi partecipa? Come nella costruzione del Regno di Dio possono contribuire anche quanti non si riconoscono come credenti e come riteniamo di poter tessere reti di collaborazione e di scambio? Come è assunto il progetto pastorale diocesano e come è vissuto il rapporto con gli uffici pastorali diocesani? Come sono state integrate e adattate le diverse tradizioni in materia di stile sinodale che costituiscono il patrimonio di molte Chiese, in particolare quelle Orientali, in vista di una efficace testimonianza cristiana? Come funziona la collaborazione nei territori dove sono presenti Chiese sui iuris diverse?

6) Dialogare nella Chiesa e nella società

ll dialogo è un cammino di perseveranza, che comprende anche silenzi e sofferenze, ma capace di raccogliere l’esperienza delle persone e dei popoli. Quali sono i luoghi e le modalità di dialogo all’interno della nostra parrocchia? Come vengono affrontate le divergenze di visione, i conflitti, le difficoltà? Come promuoviamo la collaborazione con parrocchie vicine, con gli uffici diocesani, tra le comunità religiose presenti sul territorio, con il livello diocesano delle associazioni e movimenti laicali, ecc.? Come la Chiesa dialoga e impara da altre istanze della società: il mondo della politica, dell’economia, della cultura, la società civile, i poveri...? Sappiamo della presenza sul territorio di comunità di differente tradizione religiosa? E quanto ce ne occupiamo? Quali relazioni possiamo costruire? Quali esperienze di dialogo e di impegno condiviso portiamo avanti con credenti di altre religioni e con chi non crede?

7) Con le Chiese e comunità separate

ll dialogo tra cristiani di diversa confessione, uniti da un solo battesimo, ha un posto particolare nel cammino sinodale. Conosciamo le comunità cristiane presenti sul territorio? Quali rapporti intratteniamo con i fratelli separati? Quali ambiti riguardano? Quali frutti abbiamo tratto da questo “camminare insieme”? Quali le difficoltà?

8) Autorità e partecipazione

Una Chiesa sinodale è una Chiesa partecipativa e corresponsabile. Come si identificano in parrocchia gli obiettivi da perseguire, la strada per raggiungerli e i passi da compiere in ordine alla catechesi e alla formazione, alla vita liturgica, alla carità? Quale ruolo viene dato al Consiglio pastorale parrocchiale? Quale attenzione è data alla valutazione di quanto svolto? Come viene esercitata l’autorità all’interno della parrocchia? Quali sono le pratiche di lavoro in équipe e di corresponsabilità? Come si promuovono i ministeri laicali e l’assunzione di responsabilità da parte dei fedeli? Che cosa ci ha insegnato il tempo della pandemia al riguardo della collaborazione e corresponsabilità nella progettazione della vita pastorale? Come funzionano gli organismi di sinodalità a livello della Chiesa particolare? Sono una esperienza feconda?

9) Discernere e decidere

In uno stile sinodale si decide per discernimento, sulla base di un consenso che scaturisce dalla comune obbedienza allo Spirito. Con quali procedure e con quali metodi discerniamo insieme e prendiamo decisioni all’interno della parrocchia? Come promoviamo la partecipazione alle decisioni in seno a comunità gerarchicamente strutturate? Quale metodo di lavoro hanno i nostri organismi di partecipazione? Come possiamo migliorare queste modalità sia in ordine alla gestione dell’incontro, sia in ordine al confronto e alla presa di decisione? Quale attenzione è data alla trasparenza dei processi decisionali e alle decisioni prese sia a livello parrocchiale, sia a livello diocesano?

10) Formarsi alla sinodalità

La spiritualità del camminare insieme è chiamata a diventare principio educativo per la formazione della persona umana e del cristiano, delle famiglie e delle comunità. Come formiamo le persone, in particolare i presbiteri e le altre figure che rivestono ruoli di responsabilità all’interno della comunità cristiana, per renderle più capaci di “camminare insieme”, ascoltarsi a vicenda e dialogare? Che formazione offriamo al discernimento e all’esercizio dell’autorità? Quali strumenti ci aiutano a leggere le dinamiche della cultura in cui siamo immersi e il loro impatto sul nostro stile di Chiesa? Come la parrocchia valorizza l’esperienza e l’apporto delle aggregazioni laicali? Quale uso degli strumenti messi a disposizione dagli Uffici pastorali diocesani e nazionali?

Ultima modifica ilMercoledì, 13 Ottobre 2021 13:20

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