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Domenica 25 luglio 2021: prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani

Domenica 25 luglio si celebra la Giornata Mondiale dei nonni e degli anziani, voluta da Papa Francesco. A loro il Papa, in questo tempo attraversato dalla pandemia, ha rivolto un messaggio dal titolo "Io sono con te tutti i giorni", auspicando che ognuno sia raggiunto da un "angelo" e allo stesso tempo chiedendo a ciascun anziano di svolgere un ruolo decisivo per la costruzione del futuro di tutti.

"La scelta di indire una Giornata Mondiale dei nonni e degli anziani si colloca in un tempo segnato dalla pandemia e da quanto la generazione dei più anziani ha sofferto in questi mesi, in ogni parte del mondo. Le immagini di anziani morti soli, per i quali non è nemmeno stato possibile celebrare il funerale, sono state una ferita per tutta la Chiesa. Si tratta di una delle croci di questo nostro tempo che, non a caso, è stata ricordata durante la Via Crucis con il Papa il Venerdì Santo di quest’anno: «Dall’ambulanza sono scesi uomini che somigliavano ad astronauti, coperti da tute, guanti, mascherine e visiera, hanno portato via il nonno che da qualche giorno faticava a respirare. È stata l’ultima volta che ho visto il nonno, è morto pochi giorni dopo in ospedale, immagino soffrendo anche per la solitudine. Non ho potuto stargli vicino fisicamente, dirgli addio ed essergli di conforto».

Non poter essere vicini a chi soffre contraddice la vocazione alla misericordia dei cristiani e la Giornata è un’occasione per ribadire che la Chiesa non può rimanere distante da chi porta la croce. Il tema scelto dal Santo Padre “Io sono con te tutti i giorni” lo esprime con chiarezza: durante la pandemia e nel tempo che – ci auguriamo presto – inizierà dopo di essa, ogni comunità ecclesiale desidera stare con gli anziani tutti i giorni.

Già più di un anno fa, nel pieno della prima ondata della pandemia, il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita aveva scritto che: «come singoli e come Chiese locali, possiamo fare molto per gli anziani: pregare per loro, curare la malattia della solitudine, attivare reti di solidarietà e molto altro. Di fronte allo scenario di una generazione colpita in maniera così pesante, abbiamo una responsabilità comune». Si tratta di un compito che – quando la tempesta si sarà placata – dovrà assumere una dimensione ordinaria nella vita delle parrocchie e di tutte le realtà ecclesiali. La celebrazione annuale di una Giornata dedicata agli anziani è una modalità per inserire nel tessuto abituale della nostra pastorale l’attenzione agli anziani fragili.

Non si può dire che l’attenzione di Papa Francesco agli anziani sia una novità. Analoga sollecitudine e parole piene di sapienza e di calore umano hanno avuto gli ultimi pontefici nei confronti degli anziani. Nel caso di Papa Francesco, la grande vicinanza spirituale agli anziani che accompagna tutto il suo Pontificato va letta alla luce dell’ecclesiologia che lo caratterizza. Al pari di altre categorie di persone che non sempre sono state oggetto di adeguata cura pastorale, gli anziani hanno una missione precisa nel seno del santo Popolo fedele di Dio. Papa Francesco la individua nel fare memoria e nel trasmettere la fede alle nuove generazioni, ma l’aspetto più significativo è che li consideri una porzione rilevante del laicato cattolico. Non sono “utenti” della Chiesa, ma compagne e compagni di strada. Per questo motivo, in occasione della Giornata non è stato pubblicato un testo sulla vecchiaia, ma un messaggio indirizzato agli anziani, in cui il Santo Padre chiede loro di essere corresponsabili del cammino della Chiesa di domani e della costruzione del mondo dopo la pandemia. Si tratta di una novità significativa, che si inserisce nella prospettiva sinodale proposta da Papa Francesco.

Gli anziani, secondo il Papa, fanno parte “della totalità dei battezzati, soggetto del sensus fidei infallibile in credendo”. Da questa considerazione scaturisce la necessità di sviluppare una migliore cura pastorale per una generazione, che forse abbiamo troppo spesso dimenticato, per la tendenza a considerare aprioristicamente tutti gli anziani come persone già evangelizzate.

La celebrazione della prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani si colloca al centro dell’anno che il Santo Padre ha dedicato alla famiglia in occasione del quinto anniversario dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia. Non si tratta di un caso, ma di una scelta che nasce dalla consapevolezza di come gli anziani – tutti gli anziani, anche quelli che non sono nonni – abbiano bisogno di un ambiente familiare in cui vivere e di come sia necessario che le famiglie prendano coscienza del ruolo che essi dovrebbero avere al loro interno. Nel mondo globalizzato, infatti, il rapporto tra anziani e famiglie non è più scontato, ma è, al contrario, messo costantemente in discussione. Si tratta di un fenomeno che acquista connotazioni differenti a seconda del contesto geografico e culturale, ma che possiede dei tratti costanti che inducono a pensare che la crisi in atto tra anziani e famiglia sia un vero e proprio segno dei tempi con il quale fare i conti. La stessa pastorale familiare, sovente preoccupata solo dei rapporti di coppia o tra genitori e figli, fatica a mettere a tema la relazione tra genitori anziani e figli adulti e quella tra nonni e nipoti.

Nell’enciclica Fratelli Tutti, il Papa ha scritto parole molto chiare in questo senso: “Abbiamo visto quello che è successo agli anziani in alcuni luoghi del mondo a causa del coronavirus. Non dovevano morire così. Ma in realtà qualcosa di simile era già accaduto a motivo delle ondate di calore e in altre circostanze: crudelmente scartati. Non ci rendiamo conto che isolare le persone anziane e abbandonarle a carico di altri senza un adeguato e premuroso accompagnamento della famiglia, mutila e impoverisce la famiglia stessa. Inoltre, finisce per privare i giovani del necessario contatto con le loro radici e con una saggezza che la gioventù da sola non può raggiungere” (FT 19). Sono parole importanti, che meritano di essere riprese anche per interrogarsi sul debito che le famiglie – e con esse la pastorale familiare – hanno nei confronti di una generazione che in parte è caduta nell’oblio.

Di fronte ad uno scenario così complesso (la pandemia, la ricerca di un nuovo protagonismo degli anziani e la crisi dei rapporti familiari) la Chiesa, proprio per aiutare le persone a non cedere allo sconforto e all’abbattimento, ha voluto scegliere un modo semplice per dare avvio ad un cammino comune e per alimentare la solidarietà: quella di fare festa. Anziani e giovani insieme: genitori e figli; nonni e nipoti; appartenenti o meno alla stessa famiglia. Consapevole della necessità di una riconciliazione tra le generazioni e delle prove vissute dagli anziani, la Chiesa non addita le mancanze degli uni o degli altri, ma indica la strada della celebrazione di un momento comune di gioia.

Come avvenne nella parabola del figliol prodigo e del padre misericordioso, la festa è il superamento delle divisioni che avevano contrassegnato la vicenda di una famiglia. Quel figlio che aveva considerato il padre, probabilmente in là con gli anni, come morto, tanto da chiedere di disporre della sua eredità, viene da lui accolto e perdonato, si riconcilia così con l’anziano genitore e anche con se stesso, e tutto ciò viene celebrato all’interno di una festa vissuta insieme. Il padre misericordioso non è ignaro dei problemi, dei tradimenti e delle ambiguità, ma sceglie di festeggiare poiché solo la gioia del Vangelo è capace di riempire il cuore e liberare “dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento” (EG 1). Essa è la base sulla quale costruire relazioni rinnovate tra le generazioni e diviene – anche grazie al contributo di saggezza dei più anziani – la roccia sulla quale edificare le nostre società dopo la pandemia.

Per questo desideriamo che la celebrazione della prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani sia vissuta come un momento di festa che coinvolga tutte le generazioni. Non si tratta di una felicità ingenua, ma di una gioia che nasce dalla consapevolezza che il Signore è vicino alla vita degli anziani come a quella dei più giovani: Egli è con noi tutti i giorni.

Che la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani sia davvero per tutti una festa colma della gioia del Vangelo!

P. Alexandre Awi Mello, I. Sch.

Segretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita

Card. Kevin Farrell

Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita

 

 

Pubblichiamo di seguito il messaggio di Papa Francesco in occasione della prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani.

 

Cari nonni, care nonne!

“Io sono con te tutti i giorni” (cfr Mt 28,20) è la promessa che il Signore ha fatto ai discepoli prima di ascendere al cielo e che oggi ripete anche a te, caro nonno e cara nonna. A te. “Io sono con te tutti i giorni” sono anche le parole che da Vescovo di Roma e da anziano come te vorrei rivolgerti in occasione di questa prima Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani: tutta la Chiesa ti è vicina – diciamo meglio, ci è vicina –: si preoccupa di te, ti vuole bene e non vuole lasciarti solo!

So bene che questo messaggio ti raggiunge in un tempo difficile: la pandemia è stata una tempesta inaspettata e furiosa, una dura prova che si è abbattuta sulla vita di ciascuno, ma che a noi anziani ha riservato un trattamento speciale, un trattamento più duro. Moltissimi di noi si sono ammalati, e tanti se ne sono andati, o hanno visto spegnersi la vita dei propri sposi o dei propri cari, troppi sono stati costretti alla solitudine per un tempo lunghissimo, isolati.

Il Signore conosce ognuna delle nostre sofferenze di questo tempo. Egli è accanto a quanti vivono l’esperienza dolorosa di essere messi da parte; la nostra solitudine – resa più dura dalla pandemia – non gli è indifferente. Una tradizione narra che anche San Gioacchino, il nonno di Gesù, fu allontanato dalla sua comunità perché non aveva figli; la sua vita – come quella della sua sposa Anna – era considerata inutile. Ma il Signore gli mandò un angelo per consolarlo. Mentre egli, rattristato, rimaneva fuori dalle porte della città, gli apparve un inviato del Signore per dirgli: “Gioacchino, Gioacchino! Il Signore ha esaudito la tua insistente preghiera”. Giotto, in un suo famoso affresco, sembra collocare la scena di notte, una di quelle tante nottate insonni, popolate di ricordi, preoccupazioni e desideri alle quali molti di noi siamo abituati.

Ma anche quando tutto sembra buio, come in questi mesi di pandemia, il Signore continua ad inviare angeli a consolare la nostra solitudine e a ripeterci: “Io sono con te tutti i giorni”. Lo dice a te, lo dice a me, a tutti. È questo il senso di questa Giornata che ho voluto si celebrasse per la prima volta proprio in quest’anno, dopo un lungo isolamento e una ripresa della vita sociale ancora lenta: che ogni nonno, ogni anziano, ogni nonna, ogni anziana – specialmente chi tra di noi è più solo – riceva la visita di un angelo!

Alcune volte essi avranno il volto dei nostri nipoti, altre dei familiari, degli amici di sempre o di quelli che abbiamo conosciuto proprio in questo momento difficile. In questo periodo abbiamo imparato a comprendere quanto siano importanti per ognuno di noi gli abbracci e le visite, e come mi rattrista il fatto che in alcuni luoghi queste non siano ancora possibili!

Il Signore, però, ci invia i suoi messaggeri anche attraverso la Parola di Dio, che Egli mai fa mancare alla nostra vita. Leggiamo ogni giorno una pagina del Vangelo, preghiamo con i Salmi, leggiamo i Profeti! Rimarremo commossi della fedeltà del Signore. La Scrittura ci aiuterà anche a comprendere quello che il Signore chiede alla nostra vita oggi. Egli, infatti, manda gli operai nella sua vigna ad ogni ora del giorno (cfr Mt 20,1-16), in ogni stagione della vita. Io stesso posso testimoniare di aver ricevuto la chiamata a diventare Vescovo di Roma quando avevo raggiunto, per così dire, l’età della pensione e già immaginavo di non poter più fare molto di nuovo. Il Signore sempre è vicino a noi, sempre, con nuovi inviti, con nuove parole, con la sua consolazione, ma sempre è vicino a noi. Voi sapete che il Signore è eterno e non va mai in pensione, mai.

Nel Vangelo di Matteo, Gesù dice agli Apostoli: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato» (28,19-20). Queste parole sono rivolte anche a noi oggi e ci aiutano a comprendere meglio che la nostra vocazione è quella di custodire le radici, trasmettere la fede ai giovani e prendersi cura dei piccoli. Ascoltate bene: qual è la vocazione nostra oggi, alla nostra età? Custodire le radici, trasmettere la fede ai giovani e prendersi cura dei piccoli. Non dimenticate questo.

Non importa quanti anni hai, se lavori ancora oppure no, se sei rimasto solo o hai una famiglia, se sei diventato nonna o nonno da giovane o più in là con gli anni, se sei ancora autonomo o se hai bisogno di essere assistito, perché non esiste un’età per andare in pensione dal compito di annunciare il Vangelo, dal compito di trasmettere le tradizioni ai nipoti. C’è bisogno di mettersi in cammino e, soprattutto, di uscire da sé stessi per intraprendere qualcosa di nuovo.

C’è, dunque, una vocazione rinnovata anche per te in un momento cruciale della storia. Ti chiederai: ma come è possibile? Le mie energie vanno esaurendosi e non credo di poter fare molto. Come posso incominciare a comportarmi in maniera differente quando l’abitudine è divenuta la regola della mia esistenza? Come posso dedicarmi a chi è più povero quando ho già tanti pensieri per la mia famiglia? Come posso allargare il mio sguardo se non mi è nemmeno consentito uscire dalla residenza in cui vivo? La mia solitudine non è un macigno troppo pesante? Quanti di voi si fanno questa domanda: la mia solitudine non è un macigno troppo pesante? Gesù stesso si è sentito rivolgere una domanda di questo tipo da Nicodemo, il quale gli chiese: «Come può nascere un uomo quando è vecchio?» (Gv 3,4). Ciò può avvenire, risponde il Signore, aprendo il proprio cuore all’opera dello Spirito Santo che soffia dove vuole. Lo Spirito Santo, con quella libertà che ha, va dappertutto e fa quello che vuole.

Come ho più volte ripetuto, dalla crisi in cui il mondo versa non usciremo uguali: usciremo migliori o peggiori. E «voglia il Cielo che […] non sia stato l’ennesimo grave evento storico da cui non siamo stati capaci di imparare – siamo duri di testa noi! –. Che non ci dimentichiamo degli anziani morti per mancanza di respiratori […]. Che un così grande dolore non sia inutile, che facciamo un salto verso un nuovo modo di vivere e scopriamo una volta per tutte che abbiamo bisogno e siamo debitori gli uni degli altri, affinché l’umanità rinasca» (Enc. Fratelli tutti, 35). Nessuno si salva da solo. Debitori gli uni degli altri. Fratelli tutti.

In questa prospettiva, vorrei dirti che c’è bisogno di te per costruire, nella fraternità e nell’amicizia sociale, il mondo di domani: quello in cui vivremo – noi con i nostri figli e nipoti – quando la tempesta si sarà placata. Tutti «dobbiamo essere parte attiva nella riabilitazione e nel sostegno delle società ferite» (ibid., 77). Tra i diversi pilastri che dovranno sorreggere questa nuova costruzione ce ne sono tre che tu, meglio di altri, puoi aiutare a collocare. Tre pilastri: i sogni, la memoria e la preghiera. La vicinanza del Signore donerà la forza per intraprendere un nuovo cammino anche ai più fragili tra di noi, per le strade del sogno, della memoria e della preghiera.

Il profeta Gioele pronunciò una volta questa promessa: «I vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni» (3,1). Il futuro del mondo è in questa alleanza tra i giovani e gli anziani. Chi, se non i giovani, può prendere i sogni degli anziani e portarli avanti? Ma per questo è necessario continuare a sognare: nei nostri sogni di giustizia, di pace, di solidarietà risiede la possibilità che i nostri giovani abbiano nuove visioni, e si possa insieme costruire il futuro. È necessario che anche tu testimoni che è possibile uscire rinnovati da un’esperienza di prova. E sono sicuro che non sarà l’unica, perché nella tua vita ne avrai avute tante e sei riuscito a uscirne. Impara anche da quella esperienza a uscirne adesso.

I sogni sono, per questo, intrecciati con la memoria. Penso a quanto è preziosa quella dolorosa della guerra e a quanto da essa le nuove generazioni possono imparare sul valore della pace. E sei tu a trasmettere questo, che hai vissuto il dolore delle guerre. Ricordare è una vera e propria missione di ogni anziano: la memoria, e portare la memoria agli altri. Edith Bruck, che è sopravvissuta al dramma della Shoah, ha detto che «anche illuminare una sola coscienza vale la fatica e il dolore di tenere vivo il ricordo di quello che è stato – e continua –. Per me la memoria è vivere». Penso anche ai miei nonni e a quanti di voi hanno dovuto emigrare e sanno quanto è faticoso lasciare la propria casa, come fanno ancora oggi in tanti alla ricerca di un futuro. Alcuni di loro, forse, li abbiamo accanto e si prendono cura di noi. Questa memoria può aiutare a costruire un mondo più umano, più accogliente. Ma senza la memoria non si può costruire; senza delle fondamenta tu mai costruirai una casa. Mai. E le fondamenta della vita sono la memoria.

Infine la preghiera. Come ha detto una volta il mio predecessore, Papa Benedetto, santo anziano che continua a pregare e a lavorare per la Chiesa, disse così: «La preghiera degli anziani può proteggere il mondo, aiutandolo forse in modo più incisivo che l’affannarsi di tanti». Questo lo ha detto quasi alla fine del suo pontificato, nel 2012. È bello. La tua preghiera è una risorsa preziosissima: è un polmone di cui la Chiesa e il mondo non possono privarsi (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 262). Soprattutto in questo tempo così difficile per l’umanità, mentre stiamo attraversando, tutti sulla stessa barca, il mare tempestoso della pandemia, la tua intercessione per il mondo e per la Chiesa non è vana, ma indica a tutti la serena fiducia di un approdo.

Cara nonna, caro nonno, nel concludere questo mio messaggio, vorrei indicare anche a te l’esempio del Beato – e prossimamente santo – Charles de Foucauld. Egli visse come eremita in Algeria e in quel contesto periferico testimoniò «la sua aspirazione a sentire qualunque essere umano come un fratello» (Enc. Fratelli tutti, 287). La sua vicenda mostra come sia possibile, pur nella solitudine del proprio deserto, intercedere per i poveri di tutto il mondo e diventare davvero un fratello e una sorella universale.

Chiedo al Signore che, anche grazie al suo esempio, ciascuno di noi allarghi il suo cuore e lo renda sensibile alle sofferenze degli ultimi e capace di intercedere per loro. Che ciascuno di noi impari a ripetere a tutti, e in particolare ai più giovani, quelle parole di consolazione che oggi abbiamo sentito rivolte a noi: “Io sono con te tutti i giorni”. Avanti e coraggio! Che il Signore vi benedica.

Francesco

Mariano: s. Messa in occasione della ricorrenza della B. V. del Carmelo

Domenica 25 luglio alle ore 17 nella chiesa di Mariano il Vescovo Ovidio presiederà la s. Messa per ricordare la ricorrenza della Beata Vergine del Carmelo. Insieme a lui concelebrerà il parroco don Romano Marani.
Seguirà una processione con la statua della Madonna lungo il sentiero che costeggia i ruderi del Castello di Grecio.
La celebrazione si svolgerà nel rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza sanitaria anti Covid-19. 

Roncole Verdi: tanti fedeli hanno partecipato alla s. Messa in ricordo di mons. Rino Guerreschi

Si sono ritrovati in tanti venerdì 23 luglio davanti alla chiesa di Roncole Verdi per ricordare il compianto mons. Rino Guerreschi nell'anniversario della morte. La s. Messa di suffragio è stata presieduta dal parroco don Luigi Guglielmoni.

Tra i presenti anche i nipoti, che hanno vissuto per anni con il sacetdote nella casa parrocchiale, e l'architetto Giovanni Rossi, che ha collaborato attivamente con lui nel restauro della chiesa.


Nell'omelia don Luigi Guglielmoni ha tratteggiato i molteplici aspetti della missione del parroco nella comunità cristiana; rivolgendosi poi ai numerosi fedeli presenti ha lasciato una importante osservazione: "Sempre più spesso si conosce nel dettaglio la vita di un parroco perchè egli entra a far parte della nostra quotidianità e della nostra famiglia. Ne condividiamo il cammino di fede e preghiamo per lui; lo aiutiamo col consiglio e con la correzione fraterna".


Considerazioni che fanno riflettere sulla qualità del rapporto tra fedeli e parroco volta a una collaborazione reciproca più intensa.

 

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(Un momento della celebrazione a Roncole Verdi in memoria di mons. Rino Guerreschi)

Coronavirus e vaccini – Boom di prenotazioni per i nuovi posti e l’Ausl potenzia ancora l’offerta di dosi disponibili

Sono soprattutto i più giovani ad aver approfittato delle nuove disponibilità offerte nei giorni scorsi, già esaurite fino al 4 agosto. Messe a disposizione altre 1.140 vaccinazioni entro la fine di luglio.

Ritornano a correre le prenotazioni alla vaccinazione, un’altra risposta positiva dei cittadini di Parma e provincia, per la tutela della propria salute e della collettività contro il covid-19.

Sono state subito esaurite, fino al 4 agosto, le nuove disponibilità per la vaccinazione anti-covid offerte dall’Ausl di Parma negli ultimi giorni: si tratta di 980 dosi, che consentiranno in tutti i centri vaccinali della provincia un’ulteriore accelerazione dell’immunizzazione.

Un segnale incoraggiante, anche perché la maggior parte delle prenotazioni per le date di fine luglio ed inizio agosto sono state effettuate dai più giovani, la fascia 12-29 anni, spinti con ogni probabilità dalle novità in arrivo per il Green pass. Al momento, la percentuale di adesione alla campagna di questa fascia d’età (tra vaccinati e prenotati) si attesta oltre il 55%, con una diminuzione nella sottocategoria 12-15 anni, per la quale l’adesione è intorno al 30%.

 

NUOVE DATE A FINE LUGLIO

Per sostenere questo trend di adesioni alla vaccinazione sono state potenziate le disponibilità di appuntamenti già dai prossimi giorni, per un totale di ulteriori 1.140 posti entro la fine di luglio.

Questo il calendario: martedì 27 luglio al Pala Ponti di Moletolo e al centro vaccinale di Vaio sono a disposizione 480 posti (240 per ciascuna sede), il 28 luglio sono stati messi a disposizione 120 posti alla Casa della Salute di Langhirano e il 30 luglio al centro vaccinale dell’Ospedale Maggiore di Parma con 240 posti disponibili, mentre nello stesso giorno altre 120 dosi saranno a disposizione al Pala Ponti. Sabato 31 luglio, alla Sede Avis di Borgotaro, sarà possibile prenotare fino a 180 vaccinazioni. A queste nuove disponibilità si aggiungono quelle del mese di agosto, sempre per i cittadini dai 12 anni in su. Sarà ancora possibile, infatti, ottenere l’immunizzazione al centro vaccinale di via Mantova 68 a Parma (hub vaccinale dell’Unione Parmense degli Industriali, che dal mese di agosto verrà gestito dall’Azienda Usl con suo personale sanitario) il 2, 3, 4, 10 e 11 agosto. Sempre nei primi giorni di agosto, saranno organizzate nuove sedute vaccinali anche a Vaio nei giorni 2, 6 e 7 del mese.

 

COME FARE PER PRENOTARE

Per fissare l’appuntamento è necessario: chiamare il numero verde 800.60.80.62 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16 e il sabato dalle 9 alle 13):rivolgersi agli sportelli unici CUP dell’AUSL o alle farmacie che effettuano prenotazioni Cup; on line, tramite CUPWEB. Quest’ultima modalità non è utilizzabile per prenotare la vaccinazione con il farmaco Janssen (Johnson&Johnson).

 

A Vidalenzo è sempre vivo il ricordo del grande tenore Carlo Bergonzi

A sette anni dalla scomparsa di Carlo Bergonzi, la sua terra natale celebra l’indimenticato tenore con una serata per ricordare la sua brillante carriera che lo portò a calcare i palcoscenici dei più grandi teatri mondiali.

L’evento avrà luogo domenica 25 luglio alle ore 20.45 sul sagrato della chiesa di San Cristoforo a Vidalenzo di Polesine (dove Bergonzi fu battezzato, si sposò e dove si sono svolti i funerali), con ingresso gratuito.

Saranno presenti il tenore Francesco Meli, il basso Michele Pertusi, i soprani Silvia dalla Benetta e Ilaria Tamburrino e il baritono Federico Longhi. Si tratta della terza edizione del concerto in memoria di Bergonzi, organizzato dal Comune di Polesine Zibello in collaborazione con l’Associazione Amici di Verdi.

«È un gesto di riconoscimento che una comunità dà a una grande personalità che non ha mai dimenticato la sua terra d’origine – ha sottolineato Massimo Spigaroli, sindaco di Polesine Zibello. Ci tengo a ringraziare i monaci benedettini che ci hanno concesso di utilizzare il sagrato della chiesa, un bellissimo teatro naturale».

A condurre la serata sarà il professor Corrado Mingardi, che anticipa: «Ricorderò la serata meravigliosa in cui nel Teatro Verdi di Busseto fu conferito a Bergonzi il primo Verdi d’oro. In sala era presente anche Piero Cappuccilli: Bergonzi lo chiamò sul palcoscenico e insieme interpretarono il grande duetto nell’opera “Forza del destino”».

Domenica 25 luglio: a Vidalenzo i festeggiamenti in occasione della ricorrenza patronale di San Cristoforo Martire

Secondo la tradizione della Chiesa occidentale, San Cristoforo (nato a Cananea) subì il martirio in Licia, dove si era recato a predicare dopo il battesimo, nel 250. Per l'aspetto legato al significato etimologico del nome, (Cristoforo infatti significa, in greco, "colui che porta Cristo") è spesso raffigurato come un gigante barbuto che faceva il traghettatore su un fiume. Era un uomo burbero e viveva da solo in un bosco, di cui era padrone. Una notte gli si presentò un fanciullo per farsi portare al di là del fiume; Reprobus (questo era il nome dell'uomo prima del battesimo secondo alcune versioni), anche se grande e robusto, si sarebbe piegato sotto il peso di quell'esile creatura, che sembrava pesare sempre di più ad ogni passo. Al meravigliato traghettatore il bambino avrebbe rivelato di essere il Cristo, confessandogli inoltre che aveva portato sulle sue spalle non solo il peso del corpicino del bambino, ma il peso del mondo intero.
 
In occasione della festa patronale, il piccolo borgo di Vidalenzo sarà protagonista di diversi eventi nella giornata di domenica 25 luglio.
 
Alle ore 10.30 avrà luogo la s. Messa presieduta dal Vescovo Ovidio e concelebrata da p. Mario Masiello (Comunità monastica benedettina 'Custodi del Divino Amore').
 
Alle ore 11.30 nel piazzale, benedizione delle automobili e dei trattori.
 
Alle ore 19 sagra della schiaccia con birra artigianale.
 
Alle ore 20.45 concerto in memoria di Carlo Bergonzi in collaborazione con il Comune di Polesine-Zibello.
 
Il ricavato della giornata sarà devoluto alla parrocchia per poter proseguire i lavori di restauro.

Teatro G. Magnani di Fidenza - Stagione Lirico/Concertistica 2021

Mercoledì 21 luglio, nel Ridotto del Teatro Magnani di Fidenza, è stato presentato il progetto artistico della Stagione Lirico/Concertistica 2021. 

All'intervento di apertura della prof.ssa Maria Pia Bariggi, assessore alla Cultura, hanno fatto seguito gli interventi di Antonio Delnevo, presidente del Gruppo Promozione Musicale “Tullio Marchetti”, del sindaco di Fidenza Andrea Massari, e della dott.ssa Maria Laura Bianchi - Vice Presidente della Fondazione Cariparma.

Del clima di incertezza che segna questo ormai lungo periodo ha parlato Maria Pia Bariggi, ricordando che "ad oggi non sappiamo quanti spettatori potranno essere ospitati in platea, nei palchi e nel loggione del teatro".

Il progetto artistico 2021, che riassorbe anche quanto forzatamente "non fatto" nel 2020, è stato presentato dal presidente del Gruppo Promozione Musicale “Tullio Marchetti” Antonio Delnevo, il quale ha affermato:

"Il 30° Anniversario della fondazione dell'associazione “Gruppo Promozione Musicale Tullio Marchetti” (1990-2020) è ulteriore motivo di impegno e stimolo per festeggiare questo importante traguardo. Il progetto che presentiamo, sempre in partnership con il Comune di Fidenza, vuole essere anche un ringraziamento al nostro fedele pubblico che ci ha seguito e ci segue sempre con immutato calore ed affetto. Il ringraziamento va esteso naturalmente agli amici imprenditori “illuminati” che in qualità di sponsor ci seguono da tanti anni, e alla Fondazione Cariparma che in questi ultimi anni non ha fatto mancare il preziosissimo sostegno, frutto della ben nota sensibilità per la cultura.

Vogliamo ricordare e ringraziare anche i numerosi artisti che, con la loro sensibilità e disponibilità hanno contribuito a proporre, e quindi a rappresentare, la loro arte anche in realtà piccole (di dimensione ma non di prestigio) come il nostro Teatro Magnani che, vogliamo ricordarlo, è stata ed è una inesauribile fucina di nuovi talenti. 

Questa è sempre stata, e sarà, una nostra caratteristica che ci contraddistingue: con piacevole orgoglio sottolineiamo l’ultima “operazione giovani” della scorsa Stagione e cioè il lancio con felice debutto in palcoscenico di un giovane artista, il tenore Pietro Brunetto, (combinazione vuole che è “fidentino”) brillante interprete del ruolo protagonistico in Traviata di G. Verdi il 20 dicembre 2019, artista di sicuro avvenire.

Ancora una volta ribadiamo che le nostre rappresentazioni sono frutto di produzioni sempre pensate, ideate e realizzate appositamente per il nostro Teatro Magnani, che si è ritagliato un suo spazio nazionale con la conferma che a livello territoriale siamo il secondo polo produttivo dopo solo la Fondazione Teatro Regio, in posizione equidistante fra Parma e Piacenza".

La Stagione 2021 vedrà questo svolgimento artistico :

17 settembre 2021 – ore 21.00 - CONCERTO VERDIANO "Cara Patria, già madre e reina" nel 30° anniversario G.P.M “T.MARCHETTI” ed inaugurazione ufficiale Stagione Lirico/ Concertistica 2021 in occasione anche dell’esposizione pubblica della Camera Acustica (17 settembre- 14 ottobre 2021) dipinta da G.Magnani, restaurata nel 2011 e da allora mai più esposta.
Concerto con la straordinaria partecipazione di: Giacomo Prestia (basso), Gustavo Porta (tenore), Giuseppe Altomare (baritono), Viktoria Kholod (soprano) che proporranno alcune fra le più belle arie e romanze di Verdi, accompagnati al pianoforte dal m. Simone Savina, noto collaboratore di importanti artisti.
Presenterà la serata, dopo l’introduzione dell’Assessore alla Cultura del Comune di Fidenza prof.ssa Mariapia Bariggi, la giornalista Ilaria Notari, nota esperta e volto televisivo di programmi di lirica.
 
14 ottobre 2021 – ore 20.30 - DON CARLO di G.Verdicapolavoro assoluto della maturità verdiana, opera fra le più complicate da mettere in scena, mai rappresentata al Magnani.
Particolari opportunità e coincidenze hanno reso possibile questa mastodontica operazione grazie al coinvolgimento di famosi artisti, interpreti specialisti di questo titolo che lo hanno cantato in tutto il mondo. Giacomo Prestia (basso), Gustavo Porta, (tenore) Giuseppe Altomare (baritono) Enkeleida Shkoza (mezzosoprano) ne sono interpreti di riferimento. Viktoria Kholod (soprano) sarà Elisabetta e per questo debutto nel ruolo c’è grande attesa in virtù delle grandi qualità di questa giovane soprano ucraino. 
La guida musicale è affidata alla bacchetta esperta e solida del m. Stefano Giaroli con la fedele Orchestra Filarmonica delle Terre Verdiane. 
Vista la concomitanza con l’esposizione della Camera Acustica, una felice intuizione registica di Riccardo Canessa prevede addirittura l’ambientazione scenica nella famosa “Camera” del Magnani con relativa trasposizione temporale all’epoca di Verdi, quindi con costumi ottocenteschi realizzati per l’occasione da Artemio Cabassi.
 
31 ottobre 2021 – ore 20.30 - LA BOHEME di G. Puccini – Altra opera capolavoro, molto amata dal pubblico, manca dal Magnani da diverso tempo; verrà riproposta con il debutto nella parte protagonistica di Rodolfo dal tenore fidentino Pietro Brunetto che, dopo il brillante esordio del 2019 in Traviata sempre al Magnani, prosegue il percorso artistico intrapreso con notevoli progressi, quindi maturo per affrontare questo impegnativo ruolo. Sarà coadiuvato da collaudati artisti beniamini del pubblico fidentino, Renata Campanella, Scilla Cristiano, Marzio Giossi ,Maurizio Leoni, Julius Loranzi, Romano Franceschetto. 
L’esperto direttore veneto Stefano Romani, solido professionista con carriera internazionale, debutterà al Teatro Magnani dirigendo la collaudata Filarmonica delle Terre Verdiane, con l’apporto del Coro dell’Opera di Parma ed il Coro di voci bianche “Pueri Cantores” della Cattedrale di Fidenza diretto dal m Luca Pollastri. 
La regia è di Renato Bonaiuto, che dopo l’esperienza felicissima nella Traviata della scorsa stagione (2019) ritorna al Magnani ritagliandosi uno spazio fra i numerosi impegni in teatri nazionali ed esteri. Scene e costumi di Artemio Cabassi.
 
14 novembre 2021 – ore 20.30 - ELISIR D’AMORE di G. Donizetti – Opera buffa, famosa, fra i capolavori di Gaetano Donizetti; offre l’opportunità di ribadire la vocazione di coinvolgimento dei giovani artisti. Il giovane tenore Giovanni Maria Palmia è pronto per affrontare il ruolo di Nemorino con (fra le altre) la famosa romanza” Una furtiva lagrima”. Filippo Polinelli (Dulcamara), Scilla Cristiano (Adina), Marzio Giossi (Belcore) sono gli altri interpreti inseriti in un allestimento gioioso e brillante dove il regista Riccardo Canessa darà sfogo alla innata napoletanità con una ambientazione tutta partenopea. 
La sicura bacchetta del m. Marco Dallara (o Stefano Giaroli) alla guida dell’Orchestra Filarmonica delle Terre Verdiane rappresenta una garanzia di equilibrio musicale.
Coro dell’Opera di Parma. Scene e costumi di Artemio Cabassi.
 
21 novembre 2021 – ore 16.00 Con l’operetta ORFEO ALL’INFERNO di J. Offenbach prosegue la proposta di nuovi titoli, mai rappresentati al Magnani, di questo genere musicale che vanta una lunga tradizione di gradimento da parte del pubblico. L’autore, raffinato specialista, riafferma la sua popolarità con il travolgente CAN-CAN inserito in questa esilarante operetta che porta in visibilio il pubblico di tutte le età. Sarà proposta dalla Compagnia Teatro Musica Novecento con gli esilaranti Silvia Felisetti e Alessandro Brachetti con il Corpo di Ballo Novecento e l’Orchestra Cantieri d’Arte.
 
Come da tradizione consolidata ultimamente, la seconda parte della Stagione viene riservata alla musica classica/sinfonica che in questi ultimi anni, in virtù di una continuità di proposte, si sta ritagliando e conquistando sempre più spazio avvicinando un pubblico nuovo con particolare attenzione ai più giovani offrendo agevolazioni speciali per gli studenti del Distretto scolastico di Fidenza e del Conservatorio A.Boito di Parma.
 
Queste sono le restanti proposte per la stagione 2021:
 
5 dicembre 2021 – ore 20.30 CONCERTO SINFONICO – Orchestra Cupiditas di Firenze – Giovane orchestra già realtà musicale di prestigio che ritorna a Fidenza dopo il travolgente successo della scorsa stagione (2019). 
In programma: Sinfonia n.8 di A. Dvorak “Nuovo Mondo” e con il solista di eccezione quale il famoso oboista dei Berliner Philarmoniker, Christoff Hartmann, il Concerto per oboe e orchestra di R.Strauss – direttore m. Pietro Veneri.
 
12 dicembre 2021 – ore 20.30 - CONCERTO SINFONICO – Orchestra Cupiditas di Firenze – in programma. E.Grieg, Peer Gynt suite n.1 – B.Smetana, La Moldava – J.Brahms. Sinfonia n.1 direttore m. Pietro Veneri.
 
POMERIGGI MUSICALI - ore 17.00 La rassegna di concerti pomeridiani nella prestigiosa sala del Ridotto del Teatro Magnani, diventa ormai una certezza dopo la sperimentazione di questi ultimi due anni. Il gradimento ne sollecita la collocazione stabile e diventano così un appuntamento atteso e fisso. Anche questa iniziativa si è dimostrata vincente, sempre ispirata dalla atavica mancanza di analoghe proposte musicali, trascurate da troppo tempo, quando in realtà era latente il desiderio di partecipazione.
 
 
Avremo quindi : 
  • 20 novembre 2021 - Trio
  • 27 novembre 2021 - Quartetto d’archi
  • 4 dicembre 2021 -Pianoforte solo
  • 11 dicembre 2021 - Duo pianoforte/violino
  • 18 dicembre 2021 - Musica barocca
 
Alcune piccole modifiche ai programmi possono essere previste ed effettuate.
Antonio Delnevo

Roncole Verdi, s. Messa in memoria di mons. Rino Guerreschi

Venerdì 23 luglio alle ore 18.30 a Roncole Verdi nel piazzale antistante la chiesa, attualmente chiusa per interventi di restauro, sarà celebrata la Santa Messa in suffragio di monsignor Rino Guerreschi, deceduto nel 2008.

Il sacerdote nacque a Samboseto il 3 luglio 1924 da una famiglia di braccianti agricoli, terzo di sei figli. Entrò nel seminario della Diocesi di Fidenza e venne ordinato sacerdote dal vescovo Francesco Giberti nel 1949. Prima della sua nomima a parroco della chiesa di s. Michele Arcangelo a Roncole Verdi, don Rino è stato missionario a Chivacoa - Diocesi di S. Felipe - in Venezuela dove è rimasto fino al 1982.

Negli anni della sua permanenza come parroco del paese verdiano (dal 1° novembre 1982 al 23 luglio 2008), monsignor Guerreschi si è adoperato intensamente per la cura delle strutture parrocchiali, oltre che della pastorale ordinaria.
Tra le opere da lui sostenute figurano il rifacimento del tetto dell’antica chiesa parrocchiale di Roncole e il consolidamento della stessa con infiltrazioni di resina per dare stabilità dell’edificio sacro. Monsignor Guerreschi in quegli anni aveva provveduto anche al rifacimento del tetto della chiesa di Semoriva e della Cappella di Bassa de’ Mai. Un altro merito a lui attribuito è sicuramente il restauro dell’organo sul quale il Maestro Giuseppe Verdi ha iniziato a suonare le prime note. 

Nel 1998, previa autorizzazione della Soprintendenza, monsignor Guerreschi ha provveduto anche al restauro della copertura, degli intonaci interni ed esterni e di altri lavori presso la Cappella dedicata a Santa Maria delle Grazie.

Di questo sacerdote, che è stato l’ultimo a risiedere stabilmente nella casa parrocchiale, la popolazione ricorda anche la grande cordialità e lo spirito di accoglienza verso tutti.

 

mons. guerreschi

(In foto: Roncole Verdi - 7 giugno 2008; il Vescovo Emerito mons. Carlo Mazza con mons. Rino, il diacono Sebastiano e alcuni chierichetti)

 

 

S. Michele ha un nuovo vicario parrocchiale. E’ frà Christophe, che affiancherà don Marek

Nelle comunità guidate da don Marek Jaszczak è arrivato un nuovo vicario-parrocchiale. Con un atto del 31 maggio il Vescovo Ovidio ha infatti nominato p. Melessoussou Yawivi Edoufa o.s.m. (Frà Christophe) vicario parrocchiale delle parrocchie di: S. Michele Arc. in Fidenza, S. Leonardo da Limoges Conf. in Coduro, S. Tommaso Becket in Cabriolo, S. Nicomede M. in S. Nicomede.

Frà Christophe è nato nel 1982 a Mouna/Amou (Togo) ed è stato ordinato sacerdote il 24 aprile del 2016. Prima di giungere a Fidenza ha svolto l’incarico di economo nella Casa di formazione dei novizi a Jinja (Uganda) nel biennio 2016-17 e di economo e vice-maestro per la formazione dei novizi a Kisoga (Uganda) nel triennio 2018-20.

Attualmente frà Christophe, insieme a don Marek, al seminarista Vincenzo Cristaldi e a tanti educatori, animatori e volontari, è impegnato nell’ottima riuscita del centro estivo promosso nelle varie comunità.

Don Davide Grossi presiede le prime celebrazioni eucaristiche

Domenica 11 luglio don Davide Grossi ha presieduto le prime celebrazioni eucaristiche presso l’unità di Stagno, Ragazzola e Pieveottoville, dove ha prestato il suo servizio nello scorso anno pastorale. Termina così il suo percorso nelle comunità guidate da don Benjamin Ayena: il Vescovo Ovidio lo ha infatti da poco nominato vicario parrocchiale delle parrocchie di S. Bartolomeo Ap. in Busseto, di S. Michele Arc. in Roncole Verdi, di S. Genesio M. in Semoriva, del SS.mo Nome di Maria in Madonna Prati, di S. Vigilio Martire in Samboseto e di S. Rocco M. in S. Rocco.

Nell’omelia don Davide, facendo riferimento al brano del Vangelo di Marco (Mc 6,7-13), ha sottolineato che la Chiesa invita i fedeli a contemplare questa pagina evangelica relativa al ministero degli apostoli come un prolungamento di quello di Gesù stesso. In particolare Gesù indica loro il metodo della missione apostolica, che richiama anche la forma della testimonianza che ogni cristiano è chiamato a dare all’unico Signore. La strada descritta è quella del dono totale di sé per essere trasparenza di Colui che invia, nell’unicità dell’appartenenza e dell’identità: confidando cioè solo in Dio (come fece il popolo d’Israele durante l’Esodo), e dimorando nella povertà e nella spoliazione di sè, ricchi solo dell’esperienza vissuta con il Signore. “Inoltre abbiamo ascoltato come l’invio dei Dodici alla missione non possa avere luogo senza conversione del cuore. Dopo aver compreso il metodo della testimonianza, la domanda è: che cosa e come predicare? La Seconda Lettura lo ha descritto: san Paolo all’inizio della lettera agli Efesini rende grazie per la benevolenza di Dio nei confronti dell’uomo fin dall’inizio. L’Apostolo sottolinea che il progetto di Dio è basato sull’amore! Gesù stesso ci ha istruiti: per essere testimoni simili a lui, poveri e liberi come lui, ricchi solo dell’esperienza di amore con lui. Occorre dunque riconoscere la grazia ricevuta nell’incontro con Cristo e farsi abitare dal suo sguardo di amore infinito”.

Al termine delle celebrazioni le comunità hanno salutato e ringraziato don Davide per la sua presenza silenziosa ma operosa. La mattinata si è poi conclusa con un momento conviviale insieme.

Martina Pacini

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