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Nella parrocchia di San Francesco il presepe itinerante

Splendida strenna natalizia dei frati cappuccini nella parrocchia di San Francesco.

Si tratta di un presepe itinerante che resterà fino al 15 gennaio nel parco della chiesa parrocchiale.

E’ nato da un’idea e dal cuore del compianto padre Sebastiano Bernardini, un benemerito cappuccino modenese. 

Un presepe straordinariamente suggestivo, allestito su un autoarticolato donato dalla Fiat Iveco di Torino e attrezzato dalla Vignolcar di Vignola (Modena), che dal 1992 porta ovunque, su richiesta di parrocchie e associazioni, il suo messaggio di pace, di fede e solidarietà.

E’ visitabile durante il giorno dalle 7 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30.

Oltre al presepe itinerante, è possibile visitare anche, all’interno della chiesa, il tradizionale presepe cappuccino rinnovato e nel parco un’ulteriore scena a sagome della Natività con illuminazione serale.

Tutto, spiega il parroco padre Stefano, per ricordare adeguatamente l’ottavo centenario della prima rappresentazione del presepe di San Francesco a Greccio.

La Luce della Pace di Betlemme in Municipio a Fidenza

La “Luce della Pace di Betlemme” e arrivata anche quest'anno in Municipio a Fidenza grazie ai gruppi Scout borghigiani. Il lume arrivato nella città è stato acceso direttamente dalla lampada collocata sul punto in cui la tradizione indica della nascita di Gesù e che arde ininterrottamente dal 1347, alimentata a turno dall’olio donato da tutte le Nazioni cristiane della Terra.
La Luce di Betlemme è stata portata in municipio da Francesca Robuschi e Carlotta Morza del Gruppo scout Fidenza 1 e Cecilia Maffini del Gruppo scout Fidenza 2. Ad accogliere le ragazze c'erano il sindaco Andrea Massari, il vicesindaco Davide Malvisi, la presidente del Consiglio Comunale Rita Sartori, l'assessore alla cultura Maria Pia Bariggi, il consigliere comunale Marco Gallicani.
“La tradizione della Luce di Betlemme – ha detto il sindaco - è un appuntamento sentito da tutta la cittadinanza, per questo ci teniamo moltissimo ad ospitare ogni anno questo simbolo di pace. Un simbolo di cui abbiamo particolare bisogno in un momento come questo in cui i venti di guerra continuano ad imperversare in medio oriente e nella vicinissima Ucraina, che si appresta ad affrontare il secondo inverno sotto le bombe”.
La Luce di Betlemme può essere ammirata alla reception del Municipio per tutta la durata delle festività.

Giornata Mondiale della Pace: il Messaggio di Papa Francesco

Pubblichiamo il testo del Messaggio di Papa Francesco per la 57ª Giornata Mondiale della Pace, che si celebrerà il 1° gennaio 2024 sul tema “Intelligenza artificiale e pace”. 

All’inizio del nuovo anno, tempo di grazia che il Signore dona a ciascuno di noi, vorrei rivolgermi al Popolo di Dio, alle nazioni, ai Capi di Stato e di Governo, ai Rappresentanti delle diverse religioni e della società civile, a tutti gli uomini e le donne del nostro tempo per porgere i miei auguri di pace.

1. Il progresso della scienza e della tecnologia come via verso la pace

La Sacra Scrittura attesta che Dio ha donato agli uomini il suo Spirito affinché abbiano «saggezza, intelligenza e scienza in ogni genere di lavoro» (Es 35,31). L’intelligenza è espressione della dignità donataci dal Creatore, che ci ha fatti a sua immagine e somiglianza (cfr Gen 1,26) e ci ha messo in grado di rispondere al suo amore attraverso la libertà e la conoscenza. La scienza e la tecnologia manifestano in modo particolare tale qualità fondamentalmente relazionale dell’intelligenza umana: sono prodotti straordinari del suo potenziale creativo.
Nella Costituzione Pastorale Gaudium et spes, il Concilio Vaticano II ha ribadito questa verità, dichiarando che «col suo lavoro e col suo ingegno l’uomo ha cercato sempre di sviluppare la propria vita». Quando gli esseri umani, «con l’aiuto della tecnica», si sforzano affinchè la terra «diventi una dimora degna di tutta la famiglia umana», agiscono secondo il disegno di Dio e cooperano con la sua volontà di portare a compimento la creazione e di diffondere la pace tra i popoli. Anche il progresso della scienza e della tecnica, nella misura in cui contribuisce a un migliore ordine della società umana, ad accrescere la libertà e la comunione fraterna, porta dunque al miglioramento dell’uomo e alla trasformazione del mondo.
Giustamente ci rallegriamo e siamo riconoscenti per le straordinarie conquiste della scienza e della tecnologia, grazie alle quali si è posto rimedio a innumerevoli mali che affliggevano la vita umana e causavano grandi sofferenze. Allo stesso tempo, i progressi tecnico-scientifici, rendendo possibile l’esercizio di un controllo finora inedito sulla realtà, stanno mettendo nelle mani dell’uomo una vasta gamma di possibilità, alcune delle quali possono rappresentare un rischio per la sopravvivenza e un pericolo per la casa comune. I notevoli progressi delle nuove tecnologie dell’informazione, specialmente nella sfera digitale, presentano dunque entusiasmanti opportunità e gravi rischi, con serie implicazioni per il perseguimento della giustizia e dell’armonia tra i popoli. È pertanto necessario porsi alcune domande urgenti. Quali saranno le conseguenze, a medio e a lungo termine, delle nuove tecnologie digitali? E quale impatto avranno sulla vita degli individui e della società, sulla stabilità internazionale e sulla pace?

2. Il futuro dell’intelligenza artificiale tra promesse e rischi

I progressi dell’informatica e lo sviluppo delle tecnologie digitali negli ultimi decenni hanno già iniziato a produrre profonde trasformazioni nella società globale e nelle sue dinamiche. I nuovi strumenti digitali stanno cambiando il volto delle comunicazioni, della pubblica amministrazione, dell’istruzione, dei consumi, delle interazioni personali e di innumerevoli altri aspetti della vita quotidiana.
Inoltre, le tecnologie che impiegano una molteplicità di algoritmi possono estrarre, dalle tracce digitali lasciate su internet, dati che consentono di controllare le abitudini mentali e relazionali delle persone a fini commerciali o politici, spesso a loro insaputa, limitandone il consapevole esercizio della libertà di scelta. Infatti, in uno spazio come il web, caratterizzato da un sovraccarico di informazioni, possono strutturare il flusso di dati secondo criteri di selezione non sempre percepiti dall’utente.
Dobbiamo ricordare che la ricerca scientifica e le innovazioni tecnologiche non sono disincarnate dalla realtà e «neutrali», ma soggette alle influenze culturali. In quanto attività pienamente umane, le direzioni che prendono riflettono scelte condizionate dai valori personali, sociali e culturali di ogni epoca. Dicasi lo stesso per i risultati che conseguono: essi, proprio in quanto frutto di approcci specificamente umani al mondo circostante, hanno sempre una dimensione etica, strettamente legata alle decisioni di chi progetta la sperimentazione e indirizza la produzione verso particolari obiettivi.
Questo vale anche per le forme di intelligenza artificiale. Di essa, ad oggi, non esiste una definizione univoca nel mondo della scienza e della tecnologia. Il termine stesso, ormai entrato nel linguaggio comune, abbraccia una varietà di scienze, teorie e tecniche volte a far sì che le macchine riproducano o imitino, nel loro funzionamento, le capacità cognitive degli esseri umani. Parlare al plurale di “forme di intelligenza” può aiutare a sottolineare soprattutto il divario incolmabile che esiste tra questi sistemi, per quanto sorprendenti e potenti, e la persona umana: essi sono, in ultima analisi, “frammentari”, nel senso che possono solo imitare o riprodurre alcune funzioni dell’intelligenza umana. L’uso del plurale evidenzia inoltre che questi dispositivi, molto diversi tra loro, vanno sempre considerati come “sistemi socio-tecnici”. Infatti il loro impatto, al di là della tecnologia di base, dipende non solo dalla progettazione, ma anche dagli obiettivi e dagli interessi di chi li possiede e di chi li sviluppa, nonché dalle situazioni in cui vengono impiegati.
L’intelligenza artificiale, quindi, deve essere intesa come una galassia di realtà diverse e non possiamo presumere a priori che il suo sviluppo apporti un contributo benefico al futuro dell’umanità e alla pace tra i popoli. Tale risultato positivo sarà possibile solo se ci dimostreremo capaci di agire in modo responsabile e di rispettare valori umani fondamentali come «l’inclusione, la trasparenza, la sicurezza, l’equità, la riservatezza e l’affidabilità».
Non è sufficiente nemmeno presumere, da parte di chi progetta algoritmi e tecnologie digitali, un impegno ad agire in modo etico e responsabile. Occorre rafforzare o, se necessario, istituire organismi incaricati di esaminare le questioni etiche emergenti e di tutelare i diritti di quanti utilizzano forme di intelligenza artificiale o ne sono influenzati. L’immensa espansione della tecnologia deve quindi essere accompagnata da un’adeguata formazione alla responsabilità per il suo sviluppo. La libertà e la convivenza pacifica sono minacciate quando gli esseri umani cedono alla tentazione dell’egoismo, dell’interesse personale, della brama di profitto e della sete di potere. Abbiamo perciò il dovere di allargare lo sguardo e di orientare la ricerca tecnico-scientifica al perseguimento della pace e del bene comune, al servizio dello sviluppo integrale dell’uomo e della comunità.
La dignità intrinseca di ogni persona e la fraternità che ci lega come membri dell’unica famiglia umana devono stare alla base dello sviluppo di nuove tecnologie e servire come criteri indiscutibili per valutarle prima del loro impiego, in modo che il progresso digitale possa avvenire nel rispetto della giustizia e contribuire alla causa della pace. Gli sviluppi tecnologici che non portano a un miglioramento della qualità di vita di tutta l’umanità, ma al contrario aggravano le disuguaglianze e i conflitti, non potranno mai essere considerati vero progresso.
L’intelligenza artificiale diventerà sempre più importante. Le sfide che pone sono tecniche, ma anche antropologiche, educative, sociali e politiche. Promette, ad esempio, un risparmio di fatiche, una produzione più efficiente, trasporti più agevoli e mercati più dinamici, oltre a una rivoluzione nei processi di raccolta, organizzazione e verifica dei dati. Occorre essere consapevoli delle rapide trasformazioni in atto e gestirle in modo da salvaguardare i diritti umani fondamentali, rispettando le istituzioni e le leggi che promuovono lo sviluppo umano integrale. L’intelligenza artificiale dovrebbe essere al servizio del migliore potenziale umano e delle nostre più alte aspirazioni, non in competizione con essi.

3. La tecnologia del futuro: macchine che imparano da sole

Nelle sue molteplici forme l’intelligenza artificiale, basata su tecniche di apprendimento automatico (machine learning), pur essendo ancora in fase pionieristica, sta già introducendo notevoli cambiamenti nel tessuto delle società, esercitando una profonda influenza sulle culture, sui comportamenti sociali e sulla costruzione della pace.
Sviluppi come il machine learning o come l’apprendimento profondo (deep learning) sollevano questioni che trascendono gli ambiti della tecnologia e dell’ingegneria e hanno a che fare con una comprensione strettamente connessa al significato della vita umana, ai processi basilari della conoscenza e alla capacità della mente di raggiungere la verità.
L’abilità di alcuni dispositivi nel produrre testi sintatticamente e semanticamente coerenti, ad esempio, non è garanzia di affidabilità. Si dice che possano “allucinare”, cioè generare affermazioni che a prima vista sembrano plausibili, ma che in realtà sono infondate o tradiscono pregiudizi. Questo pone un serio problema quando l’intelligenza artificiale viene impiegata in campagne di disinformazione che diffondono notizie false e portano a una crescente sfiducia nei confronti dei mezzi di comunicazione. La riservatezza, il possesso dei dati e la proprietà intellettuale sono altri ambiti in cui le tecnologie in questione comportano gravi rischi, a cui si aggiungono ulteriori conseguenze negative legate a un loro uso improprio, come la discriminazione, l’interferenza nei processi elettorali, il prendere piede di una società che sorveglia e controlla le persone, l’esclusione digitale e l’inasprimento di un individualismo sempre più scollegato dalla collettività. Tutti questi fattori rischiano di alimentare i conflitti e di ostacolare la pace.

4. Il senso del limite nel paradigma tecnocratico

Il nostro mondo è troppo vasto, vario e complesso per essere completamente conosciuto e classificato. La mente umana non potrà mai esaurirne la ricchezza, nemmeno con l’aiuto degli algoritmi più avanzati. Questi, infatti, non offrono previsioni garantite del futuro, ma solo approssimazioni statistiche. Non tutto può essere pronosticato, non tutto può essere calcolato; alla fine «la realtà è superiore all’idea» e, per quanto prodigiosa possa essere la nostra capacità di calcolo, ci sarà sempre un residuo inaccessibile che sfugge a qualsiasi tentativo di misurazione.
Inoltre, la grande quantità di dati analizzati dalle intelligenze artificiali non è di per sé garanzia di imparzialità. Quando gli algoritmi estrapolano informazioni, corrono sempre il rischio di distorcerle, replicando le ingiustizie e i pregiudizi degli ambienti in cui esse hanno origine. Più diventano veloci e complessi, più è difficile comprendere perché abbiano prodotto un determinato risultato.
Le macchine “intelligenti” possono svolgere i compiti loro assegnati con sempre maggiore efficienza, ma lo scopo e il significato delle loro operazioni continueranno a essere determinati o abilitati da esseri umani in possesso di un proprio universo di valori. Il rischio è che i criteri alla base di certe scelte diventino meno chiari, che la responsabilità decisionale venga nascosta e che i produttori possano sottrarsi all’obbligo di agire per il bene della comunità. In un certo senso, ciò è favorito dal sistema tecnocratico, che allea l’economia con la tecnologia e privilegia il criterio dell’efficienza, tendendo a ignorare tutto ciò che non è legato ai suoi interessi immediati. Questo deve farci riflettere su un aspetto tanto spesso trascurato nella mentalità attuale, tecnocratica ed efficientista, quanto decisivo per lo sviluppo personale e sociale: il “senso del limite”. L’essere umano, infatti, mortale per definizione, pensando di travalicare ogni limite in virtù della tecnica, rischia, nell’ossessione di voler controllare tutto, di perdere il controllo su sé stesso; nella ricerca di una libertà assoluta, di cadere nella spirale di una dittatura tecnologica. Riconoscere e accettare il proprio limite di creatura è per l’uomo condizione indispensabile per conseguire, o meglio, accogliere in dono la pienezza. Invece, nel contesto ideologico di un paradigma tecnocratico, animato da una prometeica presunzione di autosufficienza, le disuguaglianze potrebbero crescere a dismisura, e la conoscenza e la ricchezza accumularsi nelle mani di pochi, con gravi rischi per le società democratiche e la coesistenza pacifica.

5. Temi scottanti per l’etica

In futuro, l’affidabilità di chi richiede un mutuo, l’idoneità di un individuo ad un lavoro, la possibilità di recidiva di un condannato o il diritto a ricevere asilo politico o assistenza sociale potrebbero essere determinati da sistemi di intelligenza artificiale. La mancanza di diversificati livelli di mediazione che questi sistemi introducono è particolarmente esposta a forme di pregiudizio e discriminazione: gli errori sistemici possono facilmente moltiplicarsi, producendo non solo ingiustizie in singoli casi ma anche, per effetto domino, vere e proprie forme di disuguaglianza sociale. Talvolta, inoltre, le forme di intelligenza artificiale sembrano in grado di influenzare le decisioni degli individui attraverso opzioni predeterminate associate a stimoli e dissuasioni, oppure mediante sistemi di regolazione delle scelte personali basati sull’organizzazione delle informazioni. Queste forme di manipolazione o di controllo sociale richiedono un’attenzione e una supervisione accurate, e implicano una chiara responsabilità legale da parte dei produttori, di chi le impiega e delle autorità governative.
L’affidamento a processi automatici che categorizzano gli individui, ad esempio attraverso l’uso pervasivo della vigilanza o l’adozione di sistemi di credito sociale, potrebbe avere ripercussioni profonde anche sul tessuto civile, stabilendo improprie graduatorie tra i cittadini. E questi processi artificiali di classificazione potrebbero portare anche a conflitti di potere, non riguardando solo destinatari virtuali, ma persone in carne ed ossa. Il rispetto fondamentale per la dignità umana postula di rifiutare che l’unicità della persona venga identificata con un insieme di dati. Non si deve permettere agli algoritmi di determinare il modo in cui intendiamo i diritti umani, di mettere da parte i valori essenziali della compassione, della misericordia e del perdono o di eliminare la possibilità che un individuo cambi e si lasci alle spalle il passato.
In questo contesto non possiamo fare a meno di considerare l’impatto delle nuove tecnologie in ambito lavorativo: mansioni che un tempo erano appannaggio esclusivo della manodopera umana vengono rapidamente assorbite dalle applicazioni industriali dell’intelligenza artificiale. Anche in questo caso, c’è il rischio sostanziale di un vantaggio sproporzionato per pochi a scapito dell’impoverimento di molti. Il rispetto della dignità dei lavoratori e l’importanza dell’occupazione per il benessere economico delle persone, delle famiglie e delle società, la sicurezza degli impieghi e l’equità dei salari dovrebbero costituire un’alta priorità per la Comunità internazionale, mentre queste forme di tecnologia penetrano sempre più profondamente nei luoghi di lavoro.

6. Trasformeremo le spade in vomeri?

In questi giorni, guardando il mondo che ci circonda, non si può sfuggire alle gravi questioni etiche legate al settore degli armamenti. La possibilità di condurre operazioni militari attraverso sistemi di controllo remoto ha portato a una minore percezione della devastazione da essi causata e della responsabilità del loro utilizzo, contribuendo a un approccio ancora più freddo e distaccato all’immensa tragedia della guerra. La ricerca sulle tecnologie emergenti nel settore dei cosiddetti “sistemi d’arma autonomi letali”, incluso l’utilizzo bellico dell’intelligenza artificiale, è un grave motivo di preoccupazione etica. I sistemi d’arma autonomi non potranno mai essere soggetti moralmente responsabili: l’esclusiva capacità umana di giudizio morale e di decisione etica è più di un complesso insieme di algoritmi, e tale capacità non può essere ridotta alla programmazione di una macchina che, per quanto “intelligente”, rimane pur sempre una macchina. Per questo motivo, è imperativo garantire una supervisione umana adeguata, significativa e coerente dei sistemi d’arma.
Non possiamo nemmeno ignorare la possibilità che armi sofisticate finiscano nelle mani sbagliate, facilitando, ad esempio, attacchi terroristici o interventi volti a destabilizzare istituzioni di governo legittime. Il mondo, insomma, non ha proprio bisogno che le nuove tecnologie contribuiscano all’iniquo sviluppo del mercato e del commercio delle armi, promuovendo la follia della guerra. Così facendo, non solo l’intelligenza, ma il cuore stesso dell’uomo, correrà il rischio di diventare sempre più “artificiale”. Le più avanzate applicazioni tecniche non vanno impiegate per agevolare la risoluzione violenta dei conflitti, ma per pavimentare le vie della pace.
In un’ottica più positiva, se l’intelligenza artificiale fosse utilizzata per promuovere lo sviluppo umano integrale, potrebbe introdurre importanti innovazioni nell’agricoltura, nell’istruzione e nella cultura, un miglioramento del livello di vita di intere nazioni e popoli, la crescita della fraternità umana e dell’amicizia sociale. In definitiva, il modo in cui la utilizziamo per includere gli ultimi, cioè i fratelli e le sorelle più deboli e bisognosi, è la misura rivelatrice della nostra umanità.
Uno sguardo umano e il desiderio di un futuro migliore per il nostro mondo portano alla necessità di un dialogo interdisciplinare finalizzato a uno sviluppo etico degli algoritmi – l’algor-etica –, in cui siano i valori a orientare i percorsi delle nuove tecnologie. Le questioni etiche dovrebbero essere tenute in considerazione fin dall’inizio della ricerca, così come nelle fasi di sperimentazione, progettazione, produzione, distribuzione e commercializzazione. Questo è l’approccio dell’etica della progettazione, in cui le istituzioni educative e i responsabili del processo decisionale hanno un ruolo essenziale da svolgere.

7. Sfide per l’educazione

Lo sviluppo di una tecnologia che rispetti e serva la dignità umana ha chiare implicazioni per le istituzioni educative e per il mondo della cultura. Moltiplicando le possibilità di comunicazione, le tecnologie digitali hanno permesso di incontrarsi in modi nuovi. Tuttavia, rimane la necessità di una riflessione continua sul tipo di relazioni a cui ci stanno indirizzando. I giovani stanno crescendo in ambienti culturali pervasi dalla tecnologia e questo non può non mettere in discussione i metodi di insegnamento e formazione.
L’educazione all’uso di forme di intelligenza artificiale dovrebbe mirare soprattutto a promuovere il pensiero critico. È necessario che gli utenti di ogni età, ma soprattutto i giovani, sviluppino una capacità di discernimento nell’uso di dati e contenuti raccolti sul web o prodotti da sistemi di intelligenza artificiale. Le scuole, le università e le società scientifiche sono chiamate ad aiutare gli studenti e i professionisti a fare propri gli aspetti sociali ed etici dello sviluppo e dell’utilizzo della tecnologia.
La formazione all’uso dei nuovi strumenti di comunicazione dovrebbe tenere conto non solo della disinformazione, delle fake news, ma anche dell’inquietante recrudescenza di «paure ancestrali […] che hanno saputo nascondersi e potenziarsi dietro nuove tecnologie». Purtroppo, ancora una volta ci troviamo a dover combattere “la tentazione di fare una cultura dei muri, di alzare muri per impedire l’incontro con altre culture, con altra gente” e lo sviluppo di una coesistenza pacifica e fraterna.

8. Sfide per lo sviluppo del diritto internazionale

La portata globale dell’intelligenza artificiale rende evidente che, accanto alla responsabilità degli Stati sovrani di disciplinarne l’uso al proprio interno, le Organizzazioni internazionali possono svolgere un ruolo decisivo nel raggiungere accordi multilaterali e nel coordinarne l’applicazione e l’attuazione. A tale proposito, esorto la Comunità delle nazioni a lavorare unita al fine di adottare un trattato internazionale vincolante, che regoli lo sviluppo e l’uso dell’intelligenza artificiale nelle sue molteplici forme. L’obiettivo della regolamentazione, naturalmente, non dovrebbe essere solo la prevenzione delle cattive pratiche, ma anche l’incoraggiamento delle buone pratiche, stimolando approcci nuovi e creativi e facilitando iniziative personali e collettive.
In definitiva, nella ricerca di modelli normativi che possano fornire una guida etica agli sviluppatori di tecnologie digitali, è indispensabile identificare i valori umani che dovrebbero essere alla base dell’impegno delle società per formulare, adottare e applicare necessari quadri legislativi. Il lavoro di redazione di linee guida etiche per la produzione di forme di intelligenza artificiale non può prescindere dalla considerazione di questioni più profonde riguardanti il significato dell’esistenza umana, la tutela dei diritti umani fondamentali, il perseguimento della giustizia e della pace. Questo processo di discernimento etico e giuridico può rivelarsi un’occasione preziosa per una riflessione condivisa sul ruolo che la tecnologia dovrebbe avere nella nostra vita individuale e comunitaria e su come il suo utilizzo possa contribuire alla creazione di un mondo più equo e umano. Per questo motivo, nei dibattiti sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale, si dovrebbe tenere conto della voce di tutte le parti interessate, compresi i poveri, gli emarginati e altri che spesso rimangono inascoltati nei processi decisionali globali.

* * *

Spero che questa riflessione incoraggi a far sì che i progressi nello sviluppo di forme di intelligenza artificiale servano, in ultima analisi, la causa della fraternità umana e della pace. Non è responsabilità di pochi, ma dell’intera famiglia umana. La pace, infatti, è il frutto di relazioni che riconoscono e accolgono l’altro nella sua inalienabile dignità, e di cooperazione e impegno nella ricerca dello sviluppo integrale di tutte le persone e di tutti i popoli.
La mia preghiera all’inizio del nuovo anno è che il rapido sviluppo di forme di intelligenza artificiale non accresca le troppe disuguaglianze e ingiustizie già presenti nel mondo, ma contribuisca a porre fine a guerre e conflitti, e ad alleviare molte forme di sofferenza che affliggono la famiglia umana. Possano i fedeli cristiani, i credenti di varie religioni e gli uomini e le donne di buona volontà collaborare in armonia per cogliere le opportunità e affrontare le sfide poste dalla rivoluzione digitale, e consegnare alle generazioni future un mondo più solidale, giusto e pacifico.

Francesco

Dal Vaticano, 8 dicembre 2023

L'Avvento nella parrocchia di Croce Santo Spirito

Nella parrocchia di Croce Santo Spirito quest’anno l’Avvento è stato caratterizzato da tante iniziative con un duplice obiettivo: dedicare tempo al Signore e agli altri. Sul sagrato della chiesa parrocchiale, grazie all’impegno di numerosi volontari, è stato allestito un presepe per celebrare la nascita di Gesù bambino: c’è chi ha procurato i bancali, chi li ha assemblati per costruire la capanna, di si è occupato dell’illuminazione e chi ha donato gli alberi. Ma c’è anche chi ha ripulito il sagrato e chi lo ha abbellito con alcuni fiori.
Inoltre, nell’oratorio parrocchiale è stata festeggiata Santa Lucia, figura cristiana esemplare e tradizione amata dai più piccoli. I volontari che ogni lunedì e mercoledì si occupano del doposcuola in parrocchia, hanno organizzato una festa aperta a bambini e genitori, che hanno trascorso un pomeriggio di condivisione e hanno anche ricevuto alcuni doni proprio da Santa Lucia.
Tutte queste iniziative hanno rappresentato un caloroso “ben tornato” per l’Arciprete, don Massimiliano Camporese, dopo una prolungata assenza per motivi di salute, ma soprattutto sono state un’occasione per sperimentare il significato di comunità. Nel segno della collaborazione e dell’unione fraterna sono state fatte piccole grandi opere di bene, arricchendo il cammino dell’Avvento e ricordando che il tempo speso a servizio degli altri nel nome del Signore è sempre un prezioso motivo di crescita.

Gli auguri di Natale della Chiesa ortodossa

La comunità ortodossa fidentina si appresta a celebrare il Natale che, secondo il calendario giuliano, cade il 7 gennaio.

Dopo aver ricordato che nel 2023 è stato festeggiato il ventennale della presenza a Borgo della Chiesa ortodossa, il parroco padre Veniamin Onu e padre Serghej Cornea che lo affianca alla guida della comunità locale desiderano ringraziare ancora una volta per l’accoglienza fraterna ricevuta nella memoria viva dei compianti don Camillo Mellini e don Remo Toscani.

“La nostra Chiesa è stata accolta nel 2003 con autentico spirito ecumenico dalla Diocesi di Fidenza, che mantiene tuttora con noi un cordiale rapporto grazie alla sensibilità del vescovo monsignor Ovidio Vezzoli. Nell’occasione auguriamo a lui e a tutti i fidentini un gioioso Natale e un nuovo anno di pace e serenità”.

Legge di stabilità: Ungaro (Fisc), “bene lo stop del governo alle modifiche dei criteri per accedere ai contributi per l’editoria”

Un ringraziamento al Governo “per avere recepito le richieste di revisione del testo originario dimostrando una particolare attenzione e sensibilità verso la realtà della Federazione e la presenza della stampa di ispirazione cattolica nel nostro Paese”. Lo esprime Mauro Ungaro, presidente della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc), commentando la notizia “accolta con particolare soddisfazione” che l’esecutivo ha dato mandato al relatore della legge di proporre direttamente al Parlamento la revisione dell’articolo 62 del testo della Finanziaria.
La modifica presentata nelle scorse settimane, che prevedeva l’aumento da 2 a 3 del numero minimo dei giornalisti assunti a tempo indeterminato nelle redazioni dei periodici per accedere ai contributi statali per l’editoria, “avrebbe fortemente penalizzato circa un terzo delle testate aderenti alla Federazione italiana settimanali cattolici che attualmente ricevono il contributo statale e che non avrebbero certo potuto procedere all’assunzione di ulteriori dipendenti”. Di fronte alla proposta del Governo, la Federazione aveva immediatamente manifestato la propria preoccupazione chiedendo che nel testo venisse ripristinato il numero minimo di due giornalisti come previsto sino ad oggi. “Le testate Fisc – spiega infatti Ungaro – si reggono a volte su poche persone contrattualizzate, ma possono contare su una rete di collaboratori volontari distribuiti in tutto il territorio e che assicurano una copertura davvero completa alle notizie da esso provenienti. Per questo, siamo davvero soddisfatti e grati per l’attenzione dimostrata dall’esecutivo”.
All’indomani dell’accoglimento della richiesta, il presidente della Fisc esprime “gratitudine anche alla Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana per la vicinanza ancora una volta rinnovata alle istanze della Federazione”.

Fonte: SIR - Filippo Passantino

Presentato il nuovo sito dell'UCID Diocesana

Nel contesto della sala conferenze dell’Istituto Tommasini di Salsomaggiore Terme, mercoledì 13 dicembre scorso la sezione UCID di Fidenza ha presentato il suo nuovo sito web, oltre a riflettere sul ruolo dei social network nella comunicazione odierna grazie all’intervento del direttore della Gazzetta di Parma Claudio Rinaldi che ha affrontato il seguente tema: “La nostra storia nel nostro tempo. Come il web ed i social stanno cambiando il nostro modo di comunicare”.

Come riportato all’interno del sito, la sezione fidentina dell’UCID nasce per volontà dell'allora Vescovo di Fidenza Mons. Maurizio Galli che affida questo importante compito al Cav. Rino Speroni, imprenditore illuminato, che si avvale della guida come assistente spirituale di don Luigi Guglielmoni.

Don Luigi con grandissima fede, dedizione e passione seguirà, giorno per giorno, l’UCID di Fidenza, dalla fondazione della sezione fino al 31 dicembre del 2019, quando gli subentrerà l’attuale assistente spirituale don Alessandro Frati.

In data 12 dicembre 2000, nella sala del Cenacolo di Spiritualità in Fidenza, Il Presidente del Gruppo Regionale Emiliano-Romagnolo, avv. Mario Stefanelli, dichiarava costituita la Sezione Diocesana di Fidenza.

Dopo i saluti iniziali del Presidente Regionale dell’UCID Enrico Montanari e del Sindaco di Salsomaggiore Terme il dott. Luca Musile Tanzi, la serata è iniziata con la presentazione del nuovo sito internet dell’UCID di Fidenza (www.ucidfidenza.it) da parte della dott.ssa Monica Crapanzano e del Presidente dell’Associazione Amedeo Tosi, il quale ha spiegato il motivo della realizzazione del sito. “La storia della nostra associazione è bellissima – ha affermato Tosi - interessante e ricca di significati. In definitiva riteniamo che il nostro patrimonio fatto di persone, cultura, conoscenza e valori sia importante da diffondere, preservare e sviluppare nel tempo. Come vedrete fra poco, nella sua essenzialità, abbiamo cercato di trasferire al suo interno 23 anni di persone, incontri e testimonianze pubbliche con al centro gli insegnamenti della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica”.

L’autrice del sito, la dott.ssa Monica Crapanzano, titolare della web agency SALAZAM e già creatrice di altri portali, tra i quali quello della Basilica Papale di San Paolo Fuori le Mura a Roma, lo ha mostrato illustrando tutte le varie componenti che lo caratterizzano. Partendo dall’home page per arrivare alla parte che racchiude tutti gli eventi realizzati negli anni di vita associativa, con gli articoli pubblicati dagli organi di informazione oltre alla pagina di ricordo dei soci defunti.

Molto apprezzato dai presenti anche il richiamo all’intervento che l’ing. Francesco Merloni, allora Presidente Nazionale UCID,  fece il 21 giugno 2001 alla prima conferenza organizzata dalla sezione fidentina: “Nel corso degli ultimi decenni abbiamo visto con favore il prevalere dell’economia di mercato sullo statalismo e sull’economia di comando, ma allo stesso tempo è apparso con crescente evidenza come un mercato senza regole non sia in grado di generare né una corrispondente equità nello sviluppo né un’efficienza nell’allocazione delle risorse. Il liberismo economico portato alle sue conseguenze più estreme può portare all’abuso e all’illegalità. Contro i comportamenti devianti è necessario riaffermare e radicare nella società il primato della legalità rispetto a quelli particolari”.

Il direttore della Gazzetta di Parma Claudio Rinaldi nel suo intervento ricco di spunti ed aneddoti sulla storia del giornalismo, ha descritto con grande chiarezza l’evoluzione dell’informazione nel tempo: “Il 5 maggio 1821 moriva a Sant’Elena Napoleone – ha ricordato Rinaldi – la Gazzetta di Parma uscì con la notizia il successivo 24 luglio. L’attuale informazione si realizza in tempo reale e spesso viene manipolata per varie motivazioni. Noi ci difendiamo dai social grazie alla professionalità dei nostri giornalisti, al contributo di personalità autorevoli, alla diversificazione degli argomenti, agli approfondimenti culturali ed attraverso pezzi scritti bene e con “cura”. Molto forte il messaggio finale di Rinaldi: “I giornali hanno tuttora un grande peso nella comunicazione. Il nostro è molto seguito e non ci sono confronti con i social. Per questo motivo sono convinto che sia un mestiere che durerà nel tempo anche perché rappresenta, senza dubbio, un presidio di democrazia”.

Le conclusioni della serata sono state portate dal Direttore dell’Unione Parmense degli Industriali il prof. Cesare Azzali che ha apprezzato il lavoro svolto nella realizzazione del sito associativo. Riprendendo la frase di Merloni ha ribadito la centralità delle regole e della legalità come presidio di convivenza civile e di esercizio dell’attività imprenditoriale. Ha quindi richiamato ad un uso corretto della tecnologia e ribadito come il lavoro svolto dall’UCID di Fidenza sia molto importante perché è coerente con i sistemi comunicativi attuali e perché offre tanti contenuti che aiutano tutti, in particolare i giovani, a capire lo spirito non solo associativo ma anche imprenditoriale.

I dati della Colletta Alimentare 2023 in Emilia Romagna

COLLETTA ALIMENTARE 2023 IN EMILIA ROMAGNA

Oltre 860 tonnellate di prodotti donati in regione

 

Il risultato della raccolta in regione è stato di 862.256 kg (+9,2% rispetto al 2022) grazie alla disponibilità di oltre 15.000 volontari in 1.148 punti vendita. Segue il dettaglio di quanto raccolto per provincia.

Provincia

KG

BOLOGNA

202.740

FERRARA

67.031

FORLI - CESENA

86.695

MODENA

96.690

PARMA

96.334

PIACENZA

56.131

RAVENNA

118.022

REGGIO EMILIA

67.713

RIMINI

58.000

S.MARINO

12.900

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Desidero ringraziare tutti i donatori e i volontari che ci hanno aiutato a raggiungere questo importantissimo risultato, tutto a beneficio degli oltre 128.000 destinatari finali che potranno ricevere più alimenti in questo periodo pieno di difficoltà ma ormai vicino alle festività natalizie” - commenta Stefano Dalmonte, presidente del Banco Alimentare Emilia Romagna Onlus. “Quasi il 10% in più di prodotti donati ci testimonia la grande generosità della gente emiliano-romagnola, sempre pronta a rispondere alle richieste di aiuto”.

Fidenza: la mostra "Art Icons" aperta fino al 31 gennaio 2024

La mostra "Art Icons" prolungherà la sua durata fino al 31 gennaio 2024, rispondendo così al grande successo di pubblico e alle numerose richieste pervenute dal mondo delle scuole.

Più di 60 opere dei più grandi nomi dell’Arte Contemporanea, insieme in una mostra evento unica nel suo genere. Jeff Koons, David LaChapelle, Yayoi Kusama, Takashi Murakami, Damien Hirst, Kaws, Blek le Rat fino a Banksy e TvBoy. Un viaggio dalla Pop Art al Nuovo Futurismo, dalla Street Art alla Superflat Art, toccando scultura, fotografia, illustrazione e le nuove frontiere dell’arte digitale come gli NFT.

Originariamente prevista per concludersi il 31 dicembre 2023, la mostra ART ICONS FIDENZA ha catturato l'attenzione del pubblico locale e nazionale, ricevendo ampio spazio sui media e su importanti testate nazionali ed estere. Sono già migliaia di persone  che hanno avuto la possibilità di partecipare ad un evento collettivo che inserisce la grande Arte in un contesto di rigenerazione urbana.

Una location insolita e suggestiva - con ART ICONS a Fidenza si incontrano per la prima volta artisti leggendari nello scenario fuori dal comune di due palazzi storici: la chiesa di San Michele che riapre straordinariamente al pubblico dopo molti anni e il OF Orsoline Fidenza che invece è già un polo culturale attivo della città. Una mostra che quindi è l’espressione di un territorio che sogna e pensa in grande, un nuovo modo di far dialogare creatività local, tradizione e sistema dell’Arte mondiale. Una sfida espositiva unica nel suo genere che riesce a mettere in dialogo architetture storiche e pezzi inconfondibili dell’Arte Contemporanea internazionale, opere leggendarie come le farfalle di Damien Hirst, le fotografie di David LaChapelle, le provocazioni spray di TVBoy o la coloratissima toy art da collezione di Bearbrick e Kaws, ed il surrealismo ipnotico di Angelo Accardi.

Luca Bravo, il curatore, ha espresso il suo entusiasmo: "La mia soddisfazione più grande? Abbattere il preconcetto che l’Arte contemporanea sia considerata difficile e per pochi intellettuali. Accompagno il visitatore in un viaggio sensoriale di scoperta dell’etica che supera l’estetica. Le persone stanno finalmente intuendo che l'Arte contemporanea è appassionante, se la vivi da vicino, senza pregiudizi.”

Il sindaco di Fidenza, Andrea Massari, ha sottolineato il contributo della comunità locale nel successo di ART ICONS: "Questa mostra è il prodotto di una comunità che ha saputo mettersi in gioco e vincere una sfida inedita. Commercianti e cittadini hanno lavorato insieme per accogliere e guidare giornalisti e visitatori, trasformando per qualche mese  Fidenza nella casa dell’arte contemporanea. Un risultato che abbiamo raggiunto in rete con tante realtà e istituzioni: un ringraziamento speciale va ai nostri partner come Fondazione Cariparma e Gas Sales Energia, senza i quali la mostra non sarebbe potuta esistere. Oltre a Fidenza Village e le tante aziende partner che hanno reso possibile questa impresa”.

ORARI

La mostra “ART ICONS. Le leggende dell’arte contemporanea” è aperta dal mercoledì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00.

Per informazioni e prenotazioni basta scrivere allo IAT di Fidenza gestito da Terre di Verdi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiamare il numero 0524 83377.

Aperture speciali del periodo festivo

Il 24 e 31 dicembre aperta dalle 10:00 alle 14:00. Il 26 dicembre dalle 16.00 alle 19.00.

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